Ladypazz2

Uomini e donne mi mandano messaggi privati chiedendomi se sono lesbica. La motivazione? Ho scritto un po’ di post sulle donne! Allora ..no! Non lo sono! So che potrebbe essere un pregio esserlo, ma io c’ho il difetto dell’innamoramento da homo erectus. Lo so che nei film esiste anche quello sapiens ma io non l’ho mai incontrato.
Da pochi giorni lavoro in un famoso locale di un ormai cittadina d’avanguardia.
Questo locale è famoso per alcuni motivi.
A) E’il primo locale che si ricordi questa città.
B) E’un locale frequentato da vecchi nostalgici alla Hemingway.
C) E’ il locale preferito da donne omosessuali.
D) ..ma non solo.
C’è da dire che io ignoravo del tutto la lettera C e
Non ha importanza se sei bella o brutta dietro ad un bancone, chi è davanti a te avrà sempre voglia di dirti qualcosa di estremamente importante e chi se ne frega se tu stai lavorando!
Vi racconterò due diversi approcci nella stessa serata.
Da un uomo.
-Un mathusalem grazie. Senti fallo doppio che stasera c’ho voglia di bere.
- Dici che è troppo?
-..( non dico nulla )
-Sei timida?
-.. (silenzio)
- Sei nuova e sei timida!
- ..( certo certo )
-Ma io mica mordo sai? Puoi anche rispondermi!
-Ecco il rhum.
-Senti ma tu sei lesbica? Te lo chiedo perché lavori qui.
-Appunto lavoro!.
-Ah meno male perché volevo chiederti di uscire..
-( sorrido) Ma no, non prenderti nemmeno il disturbo di chiedermelo.
-Seh! vuoi dire che se te lo chiedo non dici di si? Mi dici di no ma in realtà vorresti. Senti ma non ti scoccia lavorare con tutte ste belle donne nel locale? So tutte bone e quasi tutte lesbiche! Che secondo me lo sono perché non l’hanno mai incontrato un cazzo grosso! Mica ti imbarazzo vero? Io proprio non le capisco! Ma come fanno?! ..allora ci esci con me?
-..
-Facciamo domani? Mica ti devi innamorare per forza!? Io sono sincero!
-..
-Dopodomani?
-..
-Ma non te la tiri un pò troppo?
-..
-Ah! Ho capito sei fidanzata! Potevi dirmelo..ciao!
Una donna.
- Una Ceres grazie.
-Sei nuova?
-Si.
-Ti stavo guardando..lo sai hai un viso particolare.
-( sorrido )
- Dipingo volti. Mi chiedevo se domani mattina ti andrebbe di visitare la mia mostra, sono una pittrice, ti piace la pittura?
- Si, mi piace la pittura anche se sono un' ignorante. Mi piacciono gli impressionisti.
- Potrei scattarti delle foto, ti va? Dipingo autoritratti anche. E nudi.
- ( sorrido imbarazzata!)
- Hai la ragazza gelosa?
- No.
- T’imbarazzo? Potremmo bere qualcosa a casa mia dopo, ti va?
- …
- Non ti piaccio?
- Ecco la birra.
- Son più grande di te ma non ti devi imbarazzare per questo..
- ( Ha ragione! È maledettamente imbarazzante ricevere le avance di una donna! Sono viola!)
- Sei arrossita! Allora ci vieni dopo a casa?
- No, non posso, viene a prendermi il mio ragazzo. ( cosi la smetterà!)
- facciamo domani?
-..
-Dopodomani?
-..
Aspettavo solo di sentire dentro di me che il momento era arrivato. Sarebbe bastato un alito di vento. Un raggio di sole obliquo su un fiore. Una nuvola frastagliata. Qualunque cosa mi avesse fatta sentire viva.. B.Garlaschelli
...e così è stato.

Lo so, lo so, hai impiegato anni prima di trovarla. Sei la tipa che fa un’accurata selezione prima di arrivare a fidarti di qualcuno…e ti capisco sai? Con tutti quei segreti e scheletri nell’armadio che ti porti dietro come fedeli nemici non potresti fare diversamente.
Ricordi, quando te ne andavi in giro con le catene appese e i capelli rasati? “ Fuck off! Io sono un’anarchica individualista!” gridavi. Ancora oggi ignori il significato di quel concetto che facevi tanto tuo, figuriamoci allora. A diciassette anni è facile che una testa più debole ti scambi per una specie di guru e guida nel difficile mondo adolescenziale. Ma che questo accadesse proprio a te non lo potevi certo immaginare. Il tuo unico pensiero all’epoca era quello di chiudere a chiave la tua stanza in lacrime per impedire al tuo corpo di correre al cesso a vomitare. Le tue compagne rubavano gli ombretti dalla coin e tu rubavi le M&M'S e le barrette kinder dal negozio sotto casa. Spiegavi a tutti che adottavi la filosofia di vita del tuo scrittore preferito. La filosofia del chi cazzo se ne frega. Quella è l'unica cosa di te rimasta immutata. Eccola lì quella ragazzina impaurita con l’apparecchio, magra almeno la metà di te, mentre tu risalivi dal fondo di quel baratro. Eccola lì, pronta ad affidarsi a te con una tale prepotenza da non immaginare che tu avevi bisogno di lei almeno il triplo di quanto lei ne avesse di te.
Avete deciso di diventare amiche durante quel viaggio in montagna, svariate sbronze di jack e cola e cadute sulla neve avevano testato il vostro feeling.
Da quel viaggio amiche inseparabili.
Da allora son seguiti anni di piacevole convivenza. Tu le spiegavi che non doveva piangere prima di ogni lezione d’inglese e che non potevi tenerle la mano durante l’interrogazione e lei ti aiutava a ricordare acido fosfoenolpiruvico, o aldeide 3-fosfoglicerina o diidrossiacetone-fosfato.
Non avete mai litigato, vi siete sempre capite al volo, a volte anche una sintonia imbarazzante per i ragazzi, ma non per voi.
Sei sempre arrossita, quando per anni lei confessava a chiunque che era stata una vera fortuna averti incontrato e conosciuto, raccontava che senza di te non avrebbe mai fatto detto e pensato così tante cose.
Tu eri quella che si innamorava, lei quella che appoggiava le tue storie romantiche e da film, e ti faceva ascoltare le colonne sonore più adatte alla tua storia. Lei iniziava ad appassionarsi di fotografia, mentre tu iniziavi ad ascoltare blues e ad innamorarti di un chitarrista.
Tu schizzinosa, lei prendeva in mano anche le bisce.
Lei girava il mappamondo, tu puntavi il dito.
Tu in grado di cadere anche da ferma, lei una scalatrice mancata.
Entrambe però un’uguale cultura alcolica soprattutto di birre doppio malto.
Tu con la febbre a
Tu sfidavi i ragazzi a bere, lei convinceva tutto il locale a scommettere su di te.
Lei spensierata, tu sempre con quel senso di responsabilità che non ti faceva rilassare mai fino in fondo.
A turno eravate il cazzo, il culo e il preservativo dell’altra.
Da un anno lei si è fidanzata, tu continui le tue storie a distanza che ti fanno sentir libera.
Da un anno lei vive la sua prima storia importante, tu parti e torni e poi riparti da sola.
Da un anno ti sei allontanata da lei perché non sei in grado di dividerla con nessuno, figuriamoci un uomo.
La inviti a lavorare con te 4 mesi sapendo che non potrà mai accettare.
Da un anno il telefono squilla, ma poche volte è lei e quasi mai sei tu.
Da sempre tu scegli di allontanarti da tutto ciò che non può essere come vorresti.
Da sempre lei accetta e condivide il tuo modo di essere.
Il pezzo musicale è di Magoni & Spinetti ed è per te amica mia.

Sono sul treno e accanto a me due donne, Carmela e Giulia sui 45, romane, entrambe separate con un figlio.
Cambio di treno, ore di attesa, sono a pezzi e vorrei solo dormire. Impresa impossibile visto che queste due donne oltre ad un fantastico carisma romano style hanno un tono di voce molto alto e una voglia di chiacchierare incessante. Non esagero, quando vi scrivo che quelle due hanno parlato per tutto il tempo del viaggio. Più di sei ore di cazzi loro e non, a voce alta, senza tregua.
Siccome mi hanno fatto venire un’emicrania paurosa e non sono riuscita né a leggere figuriamoci a dormire, racconterò la loro vicenda.
Le due raccontavano delle loro esperienze su internet tramite chat e messenger come fosse il loro pane quotidiano, raccontando e sputtanando Tizio e Caio, ridendo della sensibilità di uomini e ragazzi conosciuti online. Entrambe avrebbero da lì a poco incontrato due uomini più giovani sconosciuti della chat. Scherzavano e ridevano le due, raccontando a turno ( fregandosene della presenza di altre tre persone estranee ed esauste) ciò che i due maschietti avevano confidato loro privilegiando debolezze e segreti. Ora, con questo non voglio dire che le donne siano delle stronze e che gli uomini non farebbero mai una cosa simile, ma m’infastidiva quel loro modo spudorato e arrogante di farli passare come degli oggetti e poveri ingenui finiti in trappola, come se fosse lecito dopo un matrimonio andato male, ridere così della sensibilità di altri per sentirsi appagate e un pò meno fallite. Il loro piano era: andare li, sedurli, trascorrere due notti di sesso, riprendere il treno e dimenticarsi della loro esistenza. E voglio specificare, il mio non è un criticare il loro modo di fare, ciò che mi infastidiva era quel mettere in piazza le loro vicende a gran voce come se a me e ad altri potesse mai fregar qualcosa. Non so cosa mi abbia trattenuto dal non urlare "e fatela finita! Siete dannatamente pesanti e patetiche!"… ma a quanto pare la pazienza ripaga sempre!
“Alla faccia di quei due stronzi e delle loro amichette!”Ha detto la mora ( si riferiva ai due loro ex mariti).
" Come mi sta questo fard? " Ha chiesto ridendo la bionda.
Ad un’ora dall’arrivo un sms improvviso ruba loro voce e desideri.
“ Vi auguriamo una buona permanenza a.. noi siamo fuori a cena. Ciao.”
Avete la vaga idea dell’espressione di quelle due donne? Sarebbero arrivate alle 23:30 senza nessun uomo ad aspettarle, senza un albergo, senza nessuno da corteggiare e far innamorare, senza né sesso e corpi da graffiare. Avete la vaga idea della mia invece di espressione? ( vedi il ghigno della foto ).
In un anno ho preso e perso non so quanti treni e aerei. Viaggiare è parte inscindibile di me. Ormai do un senso alla mia vita solo in previsione di un viaggio, di qualcuno da incontrare e abbracciare.

Le persone con cui vorrei sorridere e vivere sono tutte lontane. Hanno tutti scelto altre città per sopravvivere, altri semplicemente sono nati altrove, qualcuno in particolare ha radici più forti di altri. Altri sono gitani dentro. E allora mi capita di dover prendere un aereo per scordarmi della merda made in italy e manifestare e occupare ad oltranza, una nave per ritrovare me stessa davanti ad un maestrale che ti sbatte in faccia la realtà senza sconti di stagione o un treno per mangiare er kebab con un amico e altri km per ballare e bere fiumi di cocktails sbagliati.
Cerco da sempre l’energia negli occhi, nei sorrisi e nei racconti della gente.