Ladypazz2

Fonzie ieri mi ha guardato e mi ha detto: "Hey! "
Senti Fonzie perchè non vai a dire "Hey!" ai bambini delle favelas?, oppure ai “bambini famosi di Bucarest”, che vivono nelle fogne della città, rubando e accettando di prostituirsi per sopravvivere, fai "Hey !"ai bambini palestinesi detenuti nelle carceri israeliane!. "Hey!" dillo ai bambini iracheni..
Diffido degli ottimisti.
Io sto con i deboli, con quelli pieni di foruncoli, con i signor nessuno, con i poveri, con le mignotte, con i condannati a morte, con i condannati a vita, con i piscialletto, con le pecore nere, con gli emarginati, coi coraggiosi e con i diffidenti, con gli oppressi, con chi ancora si indigna, con chi è pieno di idee, con chi denuncia, con chi fa musica, con chi la sa ascoltare, con chi non è corrotto, con chi si difende, con chi è nero fuori e con chi è nero dentro, con gli orfani di guerra, con gli indiani, con i Van Gogh, con chi osa, con chi si difende, con gli incazzati, con chi domanda, con chi risponde, con chi tocca il fondo e poi risale, con chi non si piega, con chi alla fine si spezza ma solo dopo aver lottato, con chi ancora non si arrende.

Pensavo ma come mai la gente certe cose le dimentica così in fretta? Come mai altre invece non si cancellano affatto dalla memoria?
Chi decide questo?
Chi manipola la nostra memoria?
Potrebbero essere i media, pensavo. Potrebbe magari essere che alcune persone decidano chi, cosa, e per quanto ricordare.
Credo che gli italiani siano nella stragrande maggioranza dei cittadini sfigati e ignoranti, perché non leggono, non approfondiscono e non comprano libri. Di conseguenza l’unica loro fonte di fiducia sarà quel telegiornale, quei programmi pieni zeppi di showgirls attempate e pscicologi stempiati che ti tempesteranno con la stessa notizia fino a infilartela più volte come con un ago nel culo. Dopo che avrai iniettato quel veleno per giorni il tuo sangue conterrà anche milioni di globuli pirla che non serviranno a trasportare l'ossigeno a tutte le cellule del corpo, nè a difendere il tuo organismo, serviranno solo a farti diventare il prodotto ultimo della specie mai in estinzione: il troglodita medio italiano.
Vi farò poche domande.
Quanti di voi sanno esattamente quante macchie di sangue c’erano sul pigiama della Franzoni ? Esatto!
E il diametro? Giusto!
E quanti di voi ricordano il caso archiviato Enrico Mattei? " Beh signorina Ladypazz io non ero ancora nato!".
Sentite mai parlare di mafia? ...

La notte Chet asciuga le lacrime.
Ma la sua tromba la conoscete? Quella tromba, quel fiato, quell' anima, quel veleno, quella droga, quel talento.
E’ jazz.
Almost blue la conoscete? Ascoltala ad occhi chiusi e sogni l’innocenza.
Caccio via tutti quei pensieri sugli errori fatti, sulle cose non dette, sui quei miti che ho gonfiato troppo in fretta, sull'egoismo di molti altri.
La tua amica ti chiama mentre suoni quella tromba .
Piange perché il ragazzo l’ha tradita.
Ci disperiamo, eppure dovevamo immaginarlo, tutto torna prima o poi. Adesso lotta col silenzio.
L’amore a volte non è amore, è boxe. Pensi di esser furbo, e sai che un colpo basso prima o poi lo darai. Pensi questo senza sapere che l’ incontro è truccato.
A Chet durante una rissa gli son saltati tutti i denti anteriori.
Ve lo immaginate un trombettista senza denti?
Quella sera lui non ha lottato per amore. Era una rissa con uno spacciatore.
Hai aperto la scatola dei ricordi ieri. Non è facile voltarsi indietro e ricordare nel bene e nel male cosa sei stata perché poi c’è il paragone con quella che sei diventata. Come ti senti quando prendi in mano quella striscia di pezza bianca? C’è scritto in penna rossa “ 15 settembre 96, le mia prima manifestazione.” C’è anche una foto, due 15enni con in mano un cartello “ Su questa terra nessuno è straniero!” Non ti riconosci, vero? Eppure ci credevi allora. Oggi non ti fidi di nessuno, non hai più voglia di ascoltare, non appartieni a nessuno schieramento politico. Non credi in nessun politico se non in quello corrotto e mafioso. Come hai fatto a passare dalla ragazzina spensierata e così impegnata nelle lotte sociali alla ragazza intollerante e menefreghista?. La tv ti parla! E tu non ascolti!Continui a tirare pugni contro quel sacco, ma perchè? In tv ti spiegano i problemi della società, ti dicono che i giovani oggi sono tutti annoiati e mammoni e che da casa non se ne vogliono andare, ma nessuno ti spiega che forse è perché non c’è lavoro in Italia! Ti raccontano che la vita è una sola e che devi sbrigarti a telefonare a Maria perché potresti rischiare di non diventare famosa. Sei arrabbiata col mondo? Ma con chi ce l'hai? Perchè tutta questa rabbia? C’è Giletti su rai1, la smetti di prendere a pugni quel sacco? Ti vuole raccontare perché in Italia il mondo del calcio è malato. Ma perché sei cosi pessimista, credi davvero che non possa guarire? Vedi del marcio ovunque! Guarda quant’è ancora bella l’Alba nazionale! Prima o poi dovrai deciderti a rifarti qualcosa! Se non lo fai a 40 anni penseranno che hai 40 anni!
Cos’altro c’è nella scatola? Una lettera d’amore che hai scritto a 9 anni. Non hai mai avuto il coraggio di farla leggere ad Andrea. C'è scritto " Io penso di essere innamorata di te!" Te lo ricordi tutti quei mal di pancia e la tremarella, il balbettamento e le guance rosse rosse? E ora? Non ci credi più nell’amore eterno. E quello delle tue amiche? Ti fa schifo? E perchè mai? Tu non ci hai mai pensato e intanto le tue coetanee fanno a gara per accaparrarsi gli ultimi stipendiati rimasti! Tu le sicurezze non le vuoi? Sei un’incosciente! Un' arrogante, una presuntuosa! Sul fondo della scatola cosa c'è? Un racconto. E' l’unica cosa di te rimasta immutata!. Ma smettila. Cresci! In Italia non legge nessuno! Gli scrittori muoiono di fame! E poi chi ti pubblica a te? Incredibile! Ci credi comunque? Sei un'illusa!
Hai finito di parlare? Sai che faccio? Ti chiudo nella scatola e libero la mia indole bastarda! Almeno lei è sincera! Sai quando riaprirò questa scatola? Quando diventerò la Palahniuk in gonnella! E ti brucerò viva come nei peggiori dei miei romanzi noir.
Al Moulin Rouge..
Non pensavo di poter scivolare in quel capriccio. Ero viziato dal gioco, dalla bottiglia, dalle donne, ma in tutta la vita non avevo conosciuto un sentimento capace di squarciare e insieme infiammare il cuore. Da anni e per tante notti le donne mi scivolavano dentro. Sapevo di bere del vino acerbo e bevevo solo per placare la sete e le mie voglie. Lei, invece, era la donna. Lei era il calice di vino, era quel rosso intenso, armonioso e pregiato senza assaggiarlo. Perlacea non bella, travolgente come il mare affondavo da giorni coi pensieri dentro di lei. Quella notte avevo assaggiato le sue labbra morbide color ciliegia, mi ero abbuffato dei suoi seni e avevo bevuto avidamente tutto il suo succo. Di quella notte portavo ancora addosso il profumo e l'immagine dei suoi occhi lunghi e della sua bocca socchiusa. Due giorni dopo quella notte, camminavo in fretta sotto la pioggia, andavo all'82 di Boulevard de Clichè. Sembrava non arrivassi mai, non riuscivo a frenare la mia impazienza di rivederla. Notai per la prima volta l'illuminazione delle vetrine lungo quelle strade affollate di gente, e dei caffè zeppi di chiacchiericcio dopo cena. Eccolo. Finalmente ero arrivato al Moulin Rouge. Quella sera c'era una gran folla. Andai subito verso il bancone, ordinai del cognac. La gente, perloppiù uomini, iniziò ad eccitarsi e dimenarsi appena partì la musica di quel delizioso e sfrenato can can. Su quel palco, decine di soubrette, una accanto all'altra ballavano coi loro gonnellini e sexi-giarrettiere. Lei ballava e alzava le sue gambe da mordere e divaricare più in alto di tutte. Sorrideva e attirava l'attenzione di tutti i presenti." E' mia!! ". La guardavano con quegli occhi sgranati e quella bocca bavosa."E' mia!!" avrei voluto gridare. Quegli uomini che l'acclamavano non erano all'altezza di quell'incanto. La volevano solo possedere. Io la volevo amare. Ne vidi passare innumerevoli di ballerine al Moulin Rouge , così ammalianti e lussuriose , così furbe da portarti alla perdizione. Lei invece, era venere trasportata in terra straniera. Appena terminò lo spettacolo corsi da lei dietro le quinte del teatro. L'avrei invitata a dormire da me quella notte e le avrei donato tutta la mia passione. Lei sarebbe stata felice e non avrebbe desiderato altro che il mio amore . Sarebbe rimasta a dormire quella notte e tutte le notti a venire. La cercai con gli occhi tra le ballerine divertite che ocheggiavano nei corridoi stretti e bui dei camerini. "Eccola!". Cercai di raggiungerla facendomi largo tra petti nudi e straschichi di piume. La vidi ricevere dei fiori da un bastardo in frak. La vidi mentre incrociava le sue dita dietro il collo di quel furfante. La vidi mentre ficcava la lingua nella bocca di quella canaglia. Tornai indietro, uscì fuori. Cercai di pensare ma la collera prendeva il sopravvento. "no, non posso perderla..l'ho cercata per troppo tempo!". Avevo gli occhi infuocati, ero furioso. Camminavo avanti e dietro in quella stradina vuota fuori dal Moulin Rouge, quando la porta secondaria del locale si aprì. Era lui, il verme. Era davanti a me, fumava un sigaro con l'aria di chi la sapeva lunga. Appena mi oltrepassò cacciai il coltello,lo strinsi così forte che mi faceva male la mano. Fu un attimo. In un attimo glielo conficcai nella schiena. Non un grido, solo un gemito soffocato. Subito dopo le urla di una cameriera che usciva dal locale..In pochi minuti si affollò tutt'attorno . Io ero li, confuso e immobile sotto gli occhi di tutti. Non avevo mai ammazzato nessuno, ma non riuscivo comunque a sentirmi colpevole. Chissà se lei avrebbe capito . Chissà se avrebbe avuto paura di un uomo come me , o se avrebbe letto nel mio gesto tutte le parole d'amore che ancora non ero riuscito a dirle. In pochi istanti arrivò la polizia. Mi ammanettarono e io non feci resistenza. Mi trascinarono via tra la folla. Mi guardavo ancora attorno cercando di vederla. Sperando di poterle gridare "ti amo". Troppi volti e parrucche. Mentre mi facevano salire in macchina dall'altra parte della strada, la vidi. Piangeva spaventata tra le braccia di un uomo che la rassicurava e le diceva " Andiamo cara, i morti non sono lo spettacolo giusto per i tuoi occhi. Andiamo a casa mia". Lei, una gatta, gli gettò le braccia al collo e lo baciò a lungo. Entrarono in fretta in macchina. Lei, la più furba di tutte.


auguro ad un ex ministro che qualcuno le ficchi in culo tutti i crediti e tutti i debiti sui quali sto vomitando..e invece a quei professori e baroni che non hanno mai saputo far appassionare e comunicare qualcosa che quella poltrona esploda e che con essa si disintegri tutta la farsa che rappresentano.
p.s. ritengo che il 98% dei professori incontrati nella mia carriera scolastica e universitaria ancora in corso appartengano a quella fascia di persone di potere che impoveriscono e umiliano il talento e i sogni di troppi giovani.

Luciano
[...] Ricordo quando viaggiavo col treno assieme a mio padre, due volte al mese scendavamo da Bologna a Foggia per andare a trovare nonno Giovanni, viveva solo il nonno e testardo com'era non se ne parlava proprio di portarlo a vivere con noi. Mio nonno era una specie di "Homer Simpson" in versione italiana, magari un pò più intelligente a livello sociale, ma pure a lui non si doveva toccare il mitico divano di fronte alla tv, passava le ore dinnanzi a quella scatola e intanto beveva fiumi di birra irlandese e fumava " puros" cubani o toscani. Mi diceva sempre:" Figliolo , non c'è niente che possa farti sentire meglio sulla terra! Sigari e rhum e birra..e..a volte anche le donne ma solo quando non parlano!
L'ho rivisto per la seconda volta questo pomeriggio e dopo anni considero ancora questo film il più bello in assoluto tra quelli italiani. Il racconto prevede uno strano triangolo, in cui un aitante giovane si trova a dover scegliere tra l'amore ossessivo di un nano e quello di una bella ragazza..
..e dopo che lo hai visto chiederai a chi era con te..
" ma tu ci staresti mai con un imbalsamatore?"
" E tu con un nano?"
Questa mattina il sipario era calato su questo blog. Ma non sono riuscita a chiuderlo. Spiegare il perchè è complicato e ometterei sicuramente qualcosa. Scelgo di rimanere e di continuare a scrivere.
Stavo pensando a quanto mi fa ridere quel cane che insegue le macchine che passano cercando di morderne le ruote: patetico ed inutile guardia di un mondicello limitato, mentre le anime alte corrono e bruciano km...
Qualsiasi riferimento è puramente casuale, che nessuno mi punti il dito contro! significherebbe solo che ha tre dita rivolte in faccia.. ( Dire Straits insegnano)
La terra te lu sule lu mare e lu ientu.. "partono i treni carichi da Lecce, nella valigia partono lacrime e amarezze.."Sud Sound Sistem
Ieri ho salutato un amico, l'ennesimo che prende un treno in cerca di lavoro.
..e chi se ne frega, no?

“..Vorrei rompere l’incantesimo della politica, il politico,
non si deve più chiamare politico! E’ un lavoratore dipendente!
..siamo noi che gli diamo
lo stipendio, sono lavoratori dipendenti co.co.co. co.co. a progetto!
Le primarie dobbiamo farle noi cittadini! Non i politici!.
Ci mettiamo d’accordo attraverso le rete, internet,
fissiamo gli obiettivi poi
assumiamo uno di questi co.co.co.co.co. gli diamo i soldi,
se raggiunge il progetto e l’obiettivo va bene!
Se non lo raggiunge fuori dalle balle!” Beppe Grillo.