Ladypazz2

Non eri migliore di noi neppure, quando hai scelto di andar via.
Non avevi una corona in testa né denti d'oro in quella bocca, ma avevi certezze che scandite a voce alta ti illuminavano il viso e gli occhi rubati al cielo.
Ma chi ti credevi d'essere?
-ll punk è morto!-, gridavi da dietro quella cattedra.
Tu, viva e sepolta sotto dieci strati di pregiudizi, ci hai sottratto il tempo, lo hai legato al collo, più prestigioso di un collier di diamanti, meno costoso di un gigolò.
-Ti odio!-, mi hai detto una mattina con una tale sicurezza da tagliarmi la lingua.
Mi è toccato sputarlo tutto quel sangue dalla bocca.
Era dolce e pulito.
Il tuo scorreva torbido e pompava un cuore di plastica.
Ti ho incontrato dopo dieci anni.
Hai sentito pronunciare il mio nome e ti sei avvicinata.
-Sei tu? La ragazza anarchica della L?
-Ti ho odiato-, mi hai detto sottovoce e con desiderio.
Ancora una volta tu il gatto e io il topo.
Avevi un viso giallo, sangue ammalato e occhi prestati al cielo.

-Piangi adesso! Qui non può sentirti nessuno! Piangi!
Mia madre sapeva quanta paura avevo
dell’altezza e mi ci portò ancora una volta.
Tutte le volte ero terrorizzata, avevo il cuore che
batteva t ra i denti.
Era la mia punizione diceva. Non sopportava di
sentirmi frignare, mentre si scolava una bottiglia
di rum davanti alla tv.
- Sei una ragazzina cattiva! -, gridava da
dentro la macchina.
-Non capisci? Se piangi è peggio! Perché devi
sempre farmi venire i sensi di colpa? E poi svegli Argo!
E poi lui abbaia! Cristo santo!
Quando accadeva mi trascinava sull’orlo
della scogliera più alta e ripida ordinandomi
di star ferma.
Da lassù piangevo contro il vento.
-Da quaggiù non ti sento!
-Cosa stai urlando, mamma? Non lo vedi il mio sorriso?
Il vento e il mare mi stanno cullando e,
i tuoi sogni finalmente stanno affogando...

Ho postato un racconto,"Antiruggine"sul blog della mitica scrittrice Barbara Garlaschelli
http://barbara-garlaschelli.splinder.com/
Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignita' sociale e sono eguali davanti
alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di
religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine
economico e sociale, che, limitando di fatto la liberta' e
l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della
persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori
all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Giorni fa mi hanno messo un foglio bianco e una penna sul banco.
Il presidente di una grossa associazione ha chiesto a me e ad altri di giudicare anonimamente i professori del corso a pagamento che stavo frequentando.
Il primo giorno uno dei tre professori: “ Mi auguro che fra di voi non ci sia una merda comunista! Io sono fascista, ve lo dico perché sono franco!”. “Ricordate che nella vita le cose si fanno per avere un tornaconto…sempre!”
Anche io sono franca signor T. ma non perchè non sono comunista. Francamente non credo esista in Italia la destra o la sinistra. Credo però esista un unico comun denominatore: la mafia.
La mafia rappresenta la vera cultura popolare italiana o se fa più fashion per lei e altri tipi cool, la definirò un vero e proprio stile di vita.
Su quel foglio signor T. ho scritto esattamente quello che pensavo, e alla fine ho anche scelto di firmarmi.
Se devo attaccare qualcuno scelgo di farlo ad armi pari.
Il signor T. da quel giorno non l'ho più visto. Mi hanno detto che è stato cacciato dal corso.
Questa volta il tornaconto è mio.
Ho postato su http://barbara-garlaschelli.splinder.com un racconto. Il mio preferito.

Beh e Ladypazz? Beh Ladypazz è un po’ in crisi. Ma non centrano nulla i bloggers. Il problema è solo suo. Scrivere qua dentro adesso nn è più facile. L’idea che qualcuno mi legga sapendo chi sono e punti gli occhi sul mio blog sperando che io mi tradisca o che sveli qualcosa di me o di altri è un qualcosa che mi blocca. Ci sono persone che mi conoscono e leggono il mio blog e ce ne sono delle altre che non mi conoscono, ma sanno bene chi sono. Perchè la mia libertà termina con la scomparsa della mia ombra. La colpa è solo mia. Sono io che ho messo delle mie foto, sono io che ho svelato il mio nome. Mi sto rendendo conto di quanto la scrittura sia un qualcosa di troppo intimo per me e di quanto sia lontana dal mio essere giornaliero con chi mi circonda. Sono pazza? Ma d'altronde 'pazz è il mio nome. A Ladypazz sono affezionata e cercherò pian piano di recuperare la libertà che ho perso.