UN CONTINUO DECERVELLAMENTO DI STILE

Ladypazz2

CHI SONO

Utente: ladypazz2
Ladypazz e il suo Continuo Decervellamento di Stile. Blogger nell'anima, scrittrice famosa nella prossima vita, lettrice attenta, sceneggiatrice e regista di video e booktrailer. Amante del genere noir e non solo, crea fusioni tra libri e immagini e realizza la "Quinta di copertina"

Partecipano

 Il mio profilo Contattamizop

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
giovedì, 31 gennaio 2008

Corto si può fare

Su:Barabara Garlaschelli

          NON FARE IL CONIGLIO
di
Ladypazz

 

 

E poi, sempre sul blog...
Di cosa parliamo quando parliamo di booktrailer?
on tour/Anteprima
 


postato da: ladypazz2 alle ore 14:18 | link | commenti (17)
categorie: racconti
martedì, 29 gennaio 2008

E supplico la beata sempre vergine maria

 

A sei anni prima di addormentarmi recitavo cinque Ave Maria.

A dieci ho aggiunto cinque Padre Nostro.

A quindici, quando mi svegliavo di notte perché urinavo nel letto, recitavo un solo Mea Culpa.

“..per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa. E supplico la beata sempre vergine Maria, gli angeli, e i santi e voi, fratelli di pregare per me e il Signore Dio nostro..

..Signore pietà!

..Cristo pietà!”

Un Mea culpa vibrato tra i denti fradicia e tremante sulle lenzuola, perché quella paura smettesse di braccarmi almeno nel sonno.

Pochi anni dopo avevo smesso di pregare. Avevo capito che i ricordi, quelli più terribili, sono un marchio a fuoco che nessun Dio di nessuna
religione può aiutarti a cancellare.

Quei ricordi sono dentro di me da sempre. Mentre cerco di zittirli e faccio finta che appartengano a qualcun altro, loro crescono e maturano dentro di me. A volte l’alcool mi dà una mano a sopportare, altre mi spinge nell’angolo più buio del mio cervello e quando sono lì, sono solo io e loro, mi pare di sentirli parlare i miei ricordi.

Quella voce proviene da una bocca di un uomo che ha occhi

simili ai miei. Quella voce è un rantolo di un disco rotto che ripete sempre la stessa frase:
“ Come stai bambina mia? Hai fame”

Ladypazz


postato da: ladypazz2 alle ore 21:07 | link | commenti (27)
categorie: racconti, z-blog award
giovedì, 24 gennaio 2008

Storie Di Whisky Andati scriveva Caputo

                  

 

  -Vuoi del mirto?
Il corpo di Luca è scosso da un movimento ondulatorio seguito da un rantolo di disapprovazione. Lo colpisco in faccia a mano aperta.
  - Non hai mai voluto bere il mio mirto. Ti ha sempre fatto schifo il mio mirto. Preferisci l’acquavite che beve nostro fratello.
Dopo il colpo la testa di Luca rimane ferma. Chiude gli occhi, tace.
 - Hai paura di me almeno un po’?
Le lacrime scorrono sul viso scuro di Luca e si nascondono dentro le labbra semichiuse bagnate di sangue.
 - Ti faccio schifo. Ti vergogni di me. Hai sempre preferito Tomas, perché? Quando vi arrampicate sugli alberi, leggete libri, colorate tramonti, io vi spio e tu lo sai. Vi spio anche quando andiamo a casa di nonna e voi due continuate a giocare nel suo letto.
Lei è immobile, in posizione supina, è un vegetale poverina, può solo respirare. Io sono dietro la porta socchiusa e tu lo sai. Vi sfregate il sesso tra le gambe di nonna ed eiaculate in fretta prima che mamma arrivi. Io invece sono costretto a toccarmi da solo, in piedi, al buio. Nessuno mi sorride poi. Eppure sono vostro fratello.
  - A chi stai pensando Luca? A Tomas? Tomas e Luca, Luca e Tomas, sempre insieme, sempre complici, sempre capaci. Bevi un po’ del mio mirto.
 Luca non dice nulla. C’è confusione fuori dalla stanza. Sento delle urla. Qualcuno cerca di entrare.
  - Bevi un po’ del mio mirto ho detto!
Luca resta immobile. Rompo la bottiglia sul tavolo e guardo il mirto che gocciola dalla bottiglia. Sembra sangue.
La porta cede, c’è Evelin, la moglie di Luca. Evelin urla forte e si getta sul corpo immobile. Qualcuno mi spinge a terra e batto la testa. Mi bloccano con un ginocchio il collo. Respiro appena. Le urla sono strazianti. Ci sono altre donne nella stanza, ma non riesco a vederle.
 - L’ha ammazzato! Ha ammazzato mio figlio. Lo sapevo che sarebbe accaduto! Nessuno mi ha dato retta. Andava bruciato vivo, non portato in questa casa! Maledetto! Me lo hai ammazzato!


            Dopo due mesi mi portano in una casa di cura. Nel frattempo
            mi fanno  sempre le stesse domande.
            I medici, gli avvocati, gli psichiatri.
             - Risponda alle mie domande tranquillamente, quanti anni ha ?
             - Ho14 anni.
           Una volta me lo hanno chiesto anche davanti a Evelin.
             - Quanti anni ha ?
             - Ho 14 anni.
             - Non è vero! E’ un bugiardo! E’ un animale!
Sta fingendo! Finge di
           essere  pazzo!
Va rinchiuso per sempre! Mi auguro che dentro
           il carcere qualcuno ti ammazzi, ti sgozzi, ti faccia a pezzi
           senza pietà per quello che hai fatto a mio figlio. Bastardo!
           Sei un lurido bastardo!
           Evelin viene trascinata via. Non l’ho più rivista.
            -Lei non ha 14 anni, ne ha 50. Si rende conto di
aver ammazzato 
          suo nipote? - Mi domanda il Dott. Corani.


           Mesi dopo
, un giudice in un’aula di tribunale ha detto
che non ero
          
colpevole perché in quel momento non ero capace di intendere e
           di volere. 

                                                                                    Ladypazz



                                               

 


                 

 

 

 


postato da: ladypazz2 alle ore 18:03 | link | commenti (39)
categorie: racconti
sabato, 12 gennaio 2008

I racconti del sabato sera

Nessun riscatto

Alle 11 un raggio di sole mi tagliava per obliquo mezza fronte secca. La tapparella era sempre chiusa, ma il buco in alto a destra permetteva al sole di entrare nella stanza. Quel sole mi scatenava un’emicrania capace di sbriciolare quei pensieri sopravvissuti e di maciullare carne e neuroni ammuffiti. Rimanevo seduta per delle ore, a volte distesa, altre accovacciata o rannicchiata, ma sempre nello stesso fottuto metro quadro di un appartamento al settimo piano di una città che, non avevo mai visto.
 Dopo, quando la stanza ritornava buia e il mio corpo si accasciava sul pavimento del soggiorno, lui rientrava; cinque minuti prima dell’inizio del telegiornale apriva il frigo, afferrava qualche avanzo, spesso carne fredda e me ne lanciava un pezzo addosso.
 Dieci minuti di telegiornale, smetteva di mangiare e iniziava a piangere.
Terminata la cena allungava la corda per farmi arrivare al cesso e poi se ne andava dritto a letto.
 Il tutto accadeva in silenzio, ormai da tempo. Ormai da anni.
Un giorno rientrò prima dal lavoro e accese di corsa la tv. Sul solito canale una notizia gli paralizzò il corpo.
- …
la redazione del telegiornale esprime il forte dolore per la scomparsa della collega e amica Claudia Molisi coinvolta stamane in un tragico incidente stradale avvenuto a pochi km…
 Lui rimase seduto immobile per delle ore con la tv accesa. La storia della sua vita me l’aveva raccontata alcuni mesi dopo il rapimento e nel farlo sembrava che necessitasse della mia compassione. Ma certo, avevo un vomito di compassione smisurata per lui, quando cercavo di ricordare com’era mia madre e sentivo come se mi avessero strappato gli occhi a quattro anni e li avessero bruciati insieme ai miei ricordi.
 Sua figlia gli era stata portata via, ingiustamente diceva lui. Si sentiva fortunato perché almeno poteva guardarla in tv, mentre presentava il telegiornale. Io gliela ricordavo tanto soprattutto, quando strizzava i miei seni e affondava il suo pene a grinze nel mio sesso.
 Poco dopo si voltò e deciso venne verso di me con un coltello in mano.
- Prendi, ammazzami! Potrai liberarti, oppure lo farò da me e ti ritroveranno morta di fame e di sete su questo pavimento!
Avevo rinunciato alla possibilità di poter uscire viva da quella casa.
  Lui voleva che io gli togliessi la vita. Lui, che mi aveva rapito, strappata alla vita e tenuta prigioniera per anni nel suo appartamento come se avesse avuto una bestia legata all’angolo buio del soggiorno, non aveva il coraggio d’ammazzarsi.
 Da oggi in poi non ci sarebbe stato nessun telegiornale da guardare, nessuna figlia da venerare e ascoltare. Nessuna bestia da sbranare.
Era il momento di dire la mia. Mi 
 squarciai il collo piano e in silenzio, da sinistra a destra e per lui nessun riscatto.
                                                                                                                
Ladypazz

Foto presa in prestito dal sito :http://www.puntoacapo.biz


 


postato da: ladypazz2 alle ore 18:09 | link | commenti (26)
categorie: racconti
venerdì, 04 gennaio 2008

Al vento


Ieri ero di fronte ad un panorama definito tra i più belli al mondo.
Forse Scozia, forse Irlanda. Forse tanti luoghi incantati messi assieme. Mi sono spinta sulla cima di una roccia e ho legato con le mani e con i denti un pensiero al vento. Non c’ero mai arrivata. Ho sorriso, pensando a tutti quelli che hanno un' idea di me fantastica almeno quanto l'essenza di quel mio pensiero, o forse desiderio. Ho voluto regararlo al vento il mio desiderio, e non ad un uomo e non ad una donna. Non volevo che il vento lo portasse lontano da me, volevo che lo spingesse più forte di me.

Quando ho aperto due anni fa, il mio primo blog " Un decervellamento di stile ", l' ho fatto perchè volevo provare a scrivere dei racconti in rete. Mi divertiva farlo e, qualcuno mi ha anche detto che era piacevole leggermi. In molti col tempo mi hanno sconsigliato di continuare. E così, ho finito col crederci che potevano rubarmi le idee, che chi mi commentava non era imparziale...e che...e che...e che cazzo...basta! Io voglio scrivere. Voglio dare un taglio ben preciso a questo blog. La rete è diventata col tempo la mia passione. E allora che della mia passione si nutra anche la rete. Si può copiare tutto, un'idea, un racconto...ma lo stile, quello no.
Viva la rivoluzione.
                                                       Ladypazz





Ci tengo a segnalare una bellissima iniziativa:

Corto si può fare

Per ulteriori informazioni digitate su: http://barbara-garlaschelli.splinder.com/

 



 

 

 




 


postato da: ladypazz2 alle ore 15:41 | link | commenti (22)
categorie: decervellamenti