Ladypazz2

E' martedì sera.
A casa ci siamo io e le mie luci colorate di natale organizzate sulla nuova libreria ad angolo.
Dalla finestra della cucina si vede la gente che è per strada. Fuori piove a singhiozzo e molti giù aspettano un parcheggio. Altri escono dai negozi stracolmi di buste. Altri si urtano e urlano contro, perché non si rispettano le file ed hanno fretta più degli altri. Un signore anziano con la barba bianca e lunga è steso per terra e cerca di ripararsi dal freddo. Ci assomiglia, ma non è babbo natale. Lui distribuisce silenzi.
Suonano alla porta, è Luca, il vicino di pianerottolo. Preparo una cioccolata calda al rum, mentre mi chiede un consiglio. Lui è fidanzato, ma vorrebbe trascorrere il capodanno con la ragazza che ha conosciuto in rete. Una blogger anche lei. E' dolce, bionda, alta, intelligente, magra, sognatrice. E poi scrive molto bene. Luca pensa di essersene innamorato.
Quante donne e quanti uomini domani a mezzanotte diranno auguri al proprio marito o alla moglie, compagno/a e invieranno un messaggio a quell' uomo affascinante e sposato o divorziato che vive in quella città lontana mille km e a quella donna sempre sorridente, colta, single e di classe con le gambe da accarezzare e i commenti che fanno sognare?
Oggi ho fatto il pane, avevo bisogno di un profumo che mi ricordasse.
Questa mattina invece, ho sistemato delle tele spoglie nel mio atelier.
Lì, c'è tutto il mio mondo. I miei colori, i miei pensieri, le mie creazioni, i miei racconti, i miei libri, le mie imperfezioni, le mie idee...vivono assieme, ballano e non mentono.
Ve ne racconterò.
Intanto, buon anno.
...continua
Ladypazz
è quando sei persa che guardi i tuoi sogni e le tue idee scivolare giù, lungo le tue braccia e poi lungo i fianchi. fai finta niente, mentre si arrampicano sulle tue ginocchia. ma quando li vedi aggrapparsi ai tuoi piedi per non cadere, non ce la fai a scrollarteli di dosso, e allora ti stendi sul letto e lo fai puntando in alto i piedi per farli scivolare sulla tua pancia. ti fanno il solletico e inizi a sorridere. è il più bel solletico mai provato. quello che ti fa vivere e sentire viva.
Ladypazz è in cerca...

Perché non riesco a gestire il tempo? A 9 anni desideravo spesso di poterlo fermare. Fermare tutto. Fermare la gente. La sola a camminare nel mio paese. La sola in Italia e nel mondo ad agire. Ci avete mai pensato a quante cose si possono realizzare con un simile potere? Io aspettavo solo di trovare sotto il cuscino una bacchetta blu e magica con una stella gialla in cima. Avrei bloccato il tempo e sarei andata in giro per il mondo. Sarei andata in America e avrei visitato tutti quei posti cerchiati col pennarello rosso sulla cartina geografica appesa dietro la mia testa, nella classe terza, sezione C. Poi ho capito che fermare tutto e tutti non sarebbe servito a nulla perché io in America non ci sarei potuta arrivare. Come avrei potuto superare il problema del mare? Insomma se blocchi il tempo, blocchi anche la gente, blocchi le auto, i mezzi di trasporto e io come avrei potuto fare? A 9 anni non sapevo guidare, né mantenermi a galla in un oceano e allora cambiai desiderio. Il secondo pensiero, dopo il sogno americano, fu quello che avrei potuto rubare senza nessun testimone tra i piedi. Sarei potuta entrare nelle banche e nessun allarme si sarebbe azionato. Però prima di diventare ricca avrei dovuto far saltare in aria il bancomat o almeno un muro o una vetrata spessa 30 cm. Non riuscivo a capacitarmene, ero in possesso di un potere grande e non ero in grado di utilizzarlo perché ero troppo piccola. Poi ho capito che avrei potuto derubare almeno il bar di fronte la fontana del paese. Il bar col nome del santo patrono. Quello col proprietario stronzo. Coi baffi neri e folti e senza capelli. Quell'uomo, bell' anima, pesava le mie caramelle alla menta e liquirizia e prima di passarmi il sacchetto da un etto se ne scartava una o due e mi diceva grazie. Masticava le mie caramelle mou con la bocca aperta. A volte riuscivo perfino a contargli le otturazioni nere e gli spazi vuoti tra un dente e l'altro. Avevo fermato il tempo, potevo andare in giro per le strade senza preoccuparmi dei pericoli per i bambini. Sarei finita nei vicoli bui delle città, e forse avrei potuto incontrare un uomo con la pistola puntata contro. Avrei potuto decidere a 9 anni se salvare la vita a qualcuno buttando via quell'arma. Oppure avrei potuto impugnare una pistola e sparare senza sentire lamenti. A 9 anni desideravo fermare il tempo e non volevo condividere quest'esperienza con nessuno. Che delinquente. Oggi non riesco ancora a organizzare il mio tempo. Compio azioni sconsiderate. Ho paura di attraversare una strada. Faccio indigestione di liquirizia. Bevo Mahnattan e sono contraria all'uso delle armi, della violenza, della pena di morte. Vivo ancora di desideri.

Giorni intensi. Troppo.
La gioia per aver assistito a qualcosa di incredibile, le lacrime che trattieni per la paura. Un ramo che ti cade a un metro di distanza, mentre corri in sala parto. E non pensi nemmeno al pericolo e non pensi nemmeno al dolore. Quello che conta è che lei nasca e che tutto vada bene. Ti ritrovi a pregare senza accorgertene e questo non ti fa paura e non ti fa sentire in colpa. Ti affidi a qualcuno, a qualcosa. E' umano credo.
Intanto la rabbia è scivolata via con la pioggia, insieme a certi legami che non potevi più portarti appresso.
Prima regola: rispetta.
Seconda regola: continua a rispettare.
Fuori piove e ti manca una terra che non è la tua.
...passerà anche questa stazione senza far male
passerà questa pioggia sottile come passa il dolore...
Giorni intensi. Troppo.
...ora il tempo è un signore distratto è un bambino che dorme...
Fabrizio De André, Hotel Supramonte