UN CONTINUO DECERVELLAMENTO DI STILE

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Ladypazz e il suo Continuo Decervellamento di Stile. Blogger nell'anima, scrittrice famosa nella prossima vita, lettrice attenta, sceneggiatrice e regista di video e booktrailer. Amante del genere noir e non solo, crea fusioni tra libri e immagini e realizza la "Quinta di copertina"

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giovedì, 22 ottobre 2009

il più bel prologo che ho letto

Leggendolo non ho pensato a nulla, ho avuto " solo " l'impressione che si fossero disattivati insieme tutti e cinque i sensi.






“Diventare vecchi è un processo diverso da come lo rappresentano gli scrittori, e somiglia poco anche alle descrizioni della scienza medica.

Nessuna opera letteraria, né tanto meno un medico, avevano preparato gli abitanti di via Katalin al particolare nitore che l'invecchiare avrebbe portato nella buia galleria percorsa quasi inconsapevolmente nei primi decenni delle loro vite, né all'ordine che avrebbe messo tra i loro ricordi e le loro paure, o al modo in cui avrebbe modificato i loro giudizi e la loro scala di valori.

Avevano capito di dover mettere in conto alcuni cambiamenti biologici, perché il corpo aveva cominciato un lavoro di demolizione che avrebbe concluso con la stessa precisione e lo stesso impegno con cui si era preparato alla strada da compiere fin dall'istante del loro concepimento; avevano anche accettato il fatto che il loro aspetto sarebbe cambiato, i sensi si sarebbero indeboliti, i gusti ed eventualmente anche le abitudini o i bisogni si sarebbero adeguati alle variazioni del fisico, rendendoli più voraci o più frugali, più timorosi o forse più suscettibili; e sapevano persino che la regolarità di funzioni come il sonno o la digestione, che quando erano giovani sembravano scontate quanto l'esistere stesso, sarebbero diventate problematiche.

Nessuno aveva spiegato loro che la fine della giovinezza è terribile non tanto perché sottrae qualcosa, quanto piuttosto perché lo apporta. E quel qualcosa non è saggezza, né serenità, né lucidità, né pace. È la consapevolezza che il Tutto si è dissolto. 

All'improvviso si accorsero che l'invecchiare aveva disgregato quel passato che negli anni dell'infanzia e della giovinezza consideravano così compatto e solido: il Tutto era caduto a pezzi e, anche se non mancava nulla, perché quei frammenti contenevano ogni cosa successa fino a quel giorno, niente era più come prima. Lo spazio era diviso in luoghi, il tempo in momenti, gli eventi in episodi, e gli abitanti di via Katalin avevano infine capito che nelle loro intere vite soltanto un paio di luoghi, un paio di momenti e alcuni episodi contavano davvero. Il resto era stato un semplice riempitivo nelle loro fragili esistenze, come i trucioli che si versano nelle casse prima di un lungo viaggio per impedire al contenuto di rompersi.

Ormai sapevano che la differenza tra i morti e i vivi è solo qualitativa, non conta granché, e sapevano anche che a ciascuno tocca un solo essere umano da invocare nell'istante della morte.”




postato da: ladypazz2 alle ore 14:57 | link | commenti (8)
categorie: libri
domenica, 18 ottobre 2009

Signora Calvin Klein

Ieri ero al solito caffè. Alle 23 una ragazza mi ha fermato e salutato.
Un incontro casuale si è trasformato in una lunga apnea nei ricordi innaffiata  di birra doppio malto. Lei è stata una mia compagna di classe.

A scuola era un’obesa e anche un fottuto genio con un’ironia grossa quanto il suo culo inesploso. L’ultima volta che l’ho vista è stato nel maggio del 2002, al suo primo  esame alla facoltà di biotecnologia.
Quel giorno io ero con lei nello studio della professoressa bionda tatuata Calvin Klein. Fu forse il peggior debutto universitario che io possa ricordare e immaginare. Ricordo frasi come : “Lei è un ignorante signorina! Un’inetta! A lei non avrebbero dovuto dare nemmeno la licenza media, ma com’è possibile che lei si sia diplomata con 100 al liceo? Non credo onestamente che lo studio universitario sia per lei...etc.etc...” Mentre questa prof proseguiva con le sue elucubrazioni mentali gravemente deviate ad alta voce, sembrava che il grasso della mia amica si stesse sciogliendo su quella sedia. Tremava, sudava e raccoglieva onestamente più del dovuto. Da allora l’ho persa di vista. Ieri mi ha raccontato della sua vita. Il giorno dopo il suo primo esame ha abbandonato l’università.
Si è arruolata nell’esercito, è dimagrita 50 kg.

 

.Mi ha raccontato delle sue missioni all’estero col contingente italiano e intanto beveva  ma non come si beve per chiacchierare e nemmeno per dimenticare, beveva da alcolizzata. I suoi pensieri così diversi da quelli dei tempi del liceo. Così diversi dai miei. Lei, che aveva fatto del suo humor e del suo cervello lo scudo del suo corpo. Lei, che per reazione alla signora Calvin Klein aveva preso una decisone più grossa del suo quintale e abbandonato il sogno di diventare una ricercatrice.

 

 

Ha 27 anni e ha già fatto tre missioni, beve fiumi di birra irlandese  e parla una lingua che non mi appartiene. Usa termini e frasi come: "Se la son cercata, tu non capisci...Noi ci sacrifichiamo...Ci dovrebbero ringraziare, bisogna liberale il mondo dal male...Con le missioni mi faccio i soldi, ho fatto il mutuo per la casa, ho la macchina nuova e ventimila euro in banca".



postato da: ladypazz2 alle ore 11:05 | link | commenti (9)
categorie: racconto
giovedì, 15 ottobre 2009

Notte buia





Notte buia, notte di paura… notte molto lenta, notte violenta…

I palmi non coincidono e le mani sono fredde.
Sono le tre di notte e le candele ingannano.
Sono l’uomo nero sul muro o l’uomo seduto sul divano?
Mia sorella ha riempito la casa di candele. Cera d’api dappertutto.
Mia sorella non ha gusto, nonostante tutti pensino il contrario.
 
La musica new age, l’amore per le piante avvelenano questa casa e anche la mia esistenza.
 
Lei è sempre in rigoroso silenzio mentre io suono.
Le sue vibrazioni negative annienterebbero chiunque.
Annientano perfino le corde della mia chitarra
.
Mi disturba il suo modo di fare, il suo accarezzare la vita, la sua attenzione per i particolari, la sua passione per la pittura.
 
La sua dolcezza m’irrigidisce e, mentre lei, nella sua stanza,  tranquilla dipinge, il mio corpo e le mie dita vorrebbero urlare di dolore.
Non penso a lei come a una sorella gemella.
Quando termina di lavorare prepara la cena, ride al telefono, esce con gli amici.
Facile la sua vita. Le mostre in giro per l’Europa, il nome sui giornali, il suo mordere la vita.
 
I tuoi regali, le tue attenzioni, io non so che farmene.
Pensi che io sia un fallito? Pensi che io non sia un bravo musicista, vero?
Perché mi hai regalato quella chitarra, quando avevamo undici anni?
Per umiliarmi? E’ evidente. Hai convinto nostro padre a comprarla. Hai convinto tutti che un giorno sarei diventato un grande chitarrista e tu una Monet in gonnella.
Io non la volevo quella dannata chitarra.
Le tue dita sono fredde come le mie, nemmeno adesso sei in grado di riscaldarmi le mani.
Siamo gemelli, ma non siamo uguali. Io sono vivo, tu no.
Io canto e suono. Tu no.
 
Notte buia, notte di paura… notte molto lenta, notte violenta…




 
 



postato da: ladypazz2 alle ore 09:41 | link | commenti (8)
categorie: parole, racconti, blog, scrittura
mercoledì, 07 ottobre 2009

intanto


una parte di me.
quella che balla.


.

postato da: ladypazz2 alle ore 11:37 | link | commenti (5)
categorie: musica, amore, donne, blog, la mia vita, decervellamento, ladypazz
sabato, 03 ottobre 2009

Le petit bistrot


seguirà post

postato da: ladypazz2 alle ore 14:29 | link | commenti (8)
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