UN CONTINUO DECERVELLAMENTO DI STILE

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Ladypazz e il suo Continuo Decervellamento di Stile. Blogger nell'anima, scrittrice famosa nella prossima vita, lettrice attenta, sceneggiatrice e regista di video e booktrailer. Amante del genere noir e non solo, crea fusioni tra libri e immagini e realizza la "Quinta di copertina"

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mercoledì, 01 luglio 2009

La sfida

Titolo

Il monologo di un folle

Il personaggio raccontato da Barbara Garlaschelli sarà un soggetto maschile.

Il personaggio raccontato da Enrico Gregori sarà un soggetto femminile.

Foto di Federico Federici

(pubblico in ordine di arrivo)

L'ESTREMO FIATO
di ENRICO GREGORI
 
Vaghe stelle dell’Orsa...ché ormai non ho più forza.
Piegata, surrogata e sventolata,
vuolsi così colà...tu non m'hai amata!
Per voi, solitaria col mio credo,
guardo, spio, rimiro. Ma non vedo.
Erano giorni sì, erano giorni
(della vita ho visto tutto
ma mi sfuggono i contorni).
Dicevo ch’eran giorni
bastardi e mansueti,
vincerà Montecchi
oppure Capuleti?
Io prendo pennelli,
rossetto e fondotinta,
ma la barca tornò sola
aiutata da una spinta.
Ombretto, rimmel, fard:
la faccia è un arabesco,
è un mese che non mangio,
a che serve questo desco?
Vi osservo, mi confondo,
da qui rimiro il tondo:
l'universa perfezione
che si stende a dismisura;
lasciami entrare e parlami,
è un sogno che non dura.
Stette la spoglia immemore,
signori mi consegno.
Non ho estro, ne’ arte
e manco tanto ingegno.
Ci provo, mi combatto,
sono all’estremo fiato,
rura cano rurisque
e Lucrezio è sistemato.
Vi piace? E' d'eccellenza?
M'importa poco e niente.
Al fin della licenza
fa bene anche chi mente.

D'io
di Barbara Garlaschelli

Dio mi parla  ma non sempre Lo ascolto. Ho da lavorare, io, non posso sempre ascoltare tutti. Dio mi dice che vorrebbe avermi vicino, che bravo come sono Lo aiuterei. Perché io mi ricordo tutti i nomi. I nomi di chi è nato, di chi è morto, di chi deve pagare i suoi debiti… E cosa  dice la preghiera? Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori…  ma se non conosci i nomi, come fai? Io li conosco tutti, i nomi. E Dio lo sa, per quello mi vuole vicino a Sé. Ma non ho tempo, non ho tempo. Ho le mie rose da curare e i miei segreti da scrivere su un quadernetto con la copertina blu. I miei segreti non li conosce neanche Dio.
Un segreto è: mio padre mi tiene a dormire con sé. Manda la mamma a dormire con mia sorella Agata e lui dorme con me.
Vuole vicino solo me. Un po’ come Dio. Papà mi vuole bene e mi abbraccia sempre, tutte le notti, tutta la notte. Mamma è gelosa e grida che chiama i carabinieri, ma non lo ha mai fatto perché io piango e le dico che voglio stare con papà che se lei chiama i carabinieri mi butto sotto il treno. Veramente è papà a suggerirmi di dire queste cose a mamma, però funziona e lei i carabinieri non li ha mai chiamati.
Dio mi parla anche quando poto le mie rose. Gli piacciono molto, ma ha sempre qualcosa da dire sul concime che uso, allora io mi arrabbio e smetto di ascoltarLo. Io so come curare le rose.
Un altro segreto è: ho scritto tutti i nomi dei vicini di casa e li ho dati al Giovanni, il capo delle camice nere del nostro palazzo. Non proprio tutti i nomi, solo quelli che s’incontrano a casa dei Baralli e parlano male del Duce. Papà lo invitano sempre e anche lui parla male del Duce, ma poi quando torniamo a casa mi fa l’occhiolino e mi dice. “Li abbiamo fregati anche stavolta”. E’ lui che mi detta i nomi e poi mi manda dal Giovanni. Adesso è tanto che non s’incontrano più dai Baralli. Di uomini non ce ne sono più e le donne, come dice sempre mamma, hanno altro da fare che stare a perdere tempo a chiacchierare.
Dio mi parla e a volte lo ascolto. Mi ha fatto gli auguri anche l’altro giorno, quando ho compiuto diciotto anni. Mi ha detto: “Saverio, sei tra i mei preferiti e non vedo l’ora che tu stia con me”.
Un altro segreto è: ho visto mia sorella Agata nuda e mi è venuta voglia di toccarla. Ma lei non mi ha visto. Si stava spogliando per andare a dormire. Avrei voluto infilarmi nel letto con lei e tenerla abbracciata e accarezzarla come fa papà con me. Ma poi ho pensato che lei dorme con mamma e allora sarà lei a tenerla stretta. Mi è venuto da piangere però quando papà mi ha chiamato per andare a letto. Papà mi chiamava e io non riuscivo a muovermi. Mi veniva da piangere e da vomitare. Volevo scappare, non so perché. Volevo scappare con Agata, lontano.  Ma poi ho pensato che nessuno curerebbe le mie rose, nemmeno Dio che ha già tanto da fare.
La potatura delle rose è importantissima. Ci sono rose di cui si eliminano i rametti che hanno già fiorito e altre che invece bisogna tagliarle ben bene. Le rose sono fiori delicati. Per quello hanno le spine. Per difendersi.
Papà vuole sempre che stia con lui, anche di giorno adesso. Dice che nessuno mi vuole bene come me ne vuole lui. Neanche la mamma o Agata. Nemmeno Dio. Ma Dio dice che nessuno può amarmi quanto mi ama Lui. Che Lui è i Padre di tutti i padri.
La voglia di scappare lontano cresce ogni giorno. Anche senza Agata. Non so perché ma non mi piace più che papà mi voglia con lui. Mi sento che mi manca il fiato quando mi chiama e sogno sogni cattivi.
Un altro segreto è: piango tutti i giorni mentre curo le mie rose. Piango e piango e smetto solo quando Dio mi parla e mi dice che mi aspetta perché io sono bravo e  ha bisogno di uno come me che sa tutti i nomi e sa curare le rose.
Un altro segreto è: ho deciso che Lo accontento. Domani.
 


postato da: ladypazz2 alle ore 13:30 | link | commenti (41)
categorie: barbara garlaschelli, enrico gregori

Commenti
#1    01 Luglio 2009 - 14:00
 
sono qui nella bibliotechina di Monte Marenzo, sole e caldo da montagna, però tutto sta diventando buio; caspita sta proprio per piovere...un tuono o due.
Non fa niente, sto qui in postazione e aspetto i monologhi dei "folli".
Tanto per stare in tema (con la follia e non con il brutto tempo) io mi sono fatta un Golem: carta del Domenicale, cucitrice e colla vinilica. Un metro e ottanta d'altezza e piuttosto esteso (in larghezza)...è ancora umido e molliccio, dovrò aspettare qualche ora e del resto Giovanni Mucciaccia insegna!
ciao, miriam
utente anonimo

#2    01 Luglio 2009 - 14:15
 
e dopo questo, non c'è storia.
tra i duellanti, spunta l'outsider.
complimenti.
utente anonimo

#3    01 Luglio 2009 - 14:31
 
ho ricevuto entrambi i monologhi.
datemi un po' di tempo.
grazie
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#4    01 Luglio 2009 - 14:45
 
La colla vinilica non basta mai, ne serve molta ma nei giri di questa mattina non c'è stato tempo. Colpa delle tette e del loro adeguarsi allo spirito del tempo. Imbottite lateralmente? potrebbe essere un'idea. Stringendo arrotondano, provi. E provo. Provi anche questo e provo e ancora e ancora. Accidenti a Pina Bausch e ai suoi corpi mobili, elastici e meccanici, capaci di cadere rigidi e ritornare su, più di Ercolino.
Senta, lei è gentile ma sto sul triangolo, mi capitasse la partecipazione ad una danza ritmica questi vanno meglio. Chissà se il colorificio è ancora aperto. Non mi serve altro, va bene così... sono a posto
utente anonimo

#5    01 Luglio 2009 - 14:54
 
Intanto complimenti ad entrambi, due interpretazioni più diverse è difficile trovarle e questo è il bello della sfida, secondo me. Quale dei due brani? Bagar è lei al 1000%, riconoscibile ad occhi chiusi, è un marchio di fabbrica (mi si passi il paragone in senso assolutamente positivo.) Gregori è andato sull'originalità (bé insomma una riga sì e l'altra no: s'è ispirato inspirando creatività :-) Io penso pari e patta, proprio per la diversità dei due lavori. Bravò! anzi Bravì!
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#6    01 Luglio 2009 - 14:56
 
D'io, che brava! :-)
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#7    01 Luglio 2009 - 15:11
 
Garlaschelli più immediata e serrata, Gregori più a rilascio controllato e musicale (d'altronde..).
Belli entrambi, ma imparagonabili.
Riponiamo le palette e un complimento anche alla padrona di casa per questa singolar tenzone!
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#8    01 Luglio 2009 - 15:19
 
Mi piaci quando taci
Tu mi risponderai fino all’ultimo grido
Ragazzo del popolo che canti.
Se me lo dicevi prima.
Tendono alla chiarità le cose oscure.
Svanire è dunque la ventura delle venture.
:-)
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#9    01 Luglio 2009 - 15:20
 
La Grotteria chiama (famiglia numerosa, tanti fratelli, tanti dvd e tanti luibri) e sono sola, non posso più seguirvi.
Ho letto frettolosamente, non so dire...pensavo a qualcosa di più frizzichino, di più giocabile e invece ognuno è stato sulle sue. Bravi come sempre, comunque...bravi
Miriam ( scusate le incursioni )
utente anonimo

#10    01 Luglio 2009 - 15:21
 
La Grotteria chiama (famiglia numerosa, tanti fratelli, tanti dvd e tanti luibri) e sono sola, non posso più seguirvi.

Ho letto frettolosamente, non so dire...pensavo a qualcosa di più frizzichino, di più giocabile e invece ognuno è stato sulle sue. Bravi come sempre, comunque...bravi

Miriam ( scusate le incursioni )
utente anonimo

#11    01 Luglio 2009 - 15:57
 
complimenti a entrambi, tutti e due spiazzanti.
e complimenti anche a Lady che ha ideato questa simpatica performance.
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#12    01 Luglio 2009 - 16:21
 
Profondamente diversi.
Viva la diversità!
Se posso vado per per affinità:
W a Barbara
gloria
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#13    01 Luglio 2009 - 16:48
 
Diversi in ogni senso, giocato tra poesia e citazioni il "divertimento estetico" di Gregori. Racconto compiuto, il secondo. Un minuetto ed una sinfonia da camera. Eppure sono due monologhi, non ci piove.

Bell'esperimento, rifare.
In un'ora, si può.
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#14    01 Luglio 2009 - 16:59
 
dipende: c'è chi in un'ora non riesce manco a lessare bene le patate :-)
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#15    01 Luglio 2009 - 17:31
 
Complimenti ad entrambi. Due gioiellini !
Una cosa è stata conclamata: sulla follia nessuno può insegnarvi nulla.
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#16    01 Luglio 2009 - 17:36
 
manco tu, pasqua'? ma allora siamo docenti universitari! :-)
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#17    01 Luglio 2009 - 18:32
 
potenza del weeeeeeeb!
sn stracontenta!!
il tempo reale ha regalato belle emozioni.
quella delle patate è proprio vera :-)
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#18    01 Luglio 2009 - 19:49
 
Perfettamente fuori di zucca!!!
Braviiiiiiii!!!
:-)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente AliceMi

#19    01 Luglio 2009 - 21:32
 
eccomi, non proprio in diretta ma, si fa quello che si può! mi sono piaciuti entrambi ma... gregori mi è parso abbia usato un espediente che è quello di precedere per associaizoni di idee e assonanze che è sì, magari, un espediente ma, guarda caso, è veramente il modo di sproloquiare, sbrodolare dei mattarelli. perfettamente in tema. garbaschelli è più pensata, riflettuta, limata, ma non mi sembra abbia scritto il monologo di un folle. a me pare abbia scritto il monologo di un suicida, di una persona profondamente a disagio. grazie comunque a sandra che ha avuto una ottima idea ed è stata brava a coinvolgere questi due pezzi da novanta! :-)
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#20    01 Luglio 2009 - 21:34
 
scusate, garlaschelli!
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#21    01 Luglio 2009 - 22:24
 
Ci sarebbe da dire, da esemplificare dei folli, dei fuori di testa, dei pazzi, dei poveri malati di mente, di quelli che soffrono tantissimo.

Enrico è stato bravo, ma è stato sul rigo del Palazzeschi del lasciatemi divertire,
invece Barbara, bravissima, ci ha azzeccato di più con la sofferenza e la schizofrenia "vere".

MarioB.:-)
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#22    01 Luglio 2009 - 23:00
 
Bella sfida,complimenti a tutti.
Mi pare greg abbia giocato molto, e ha divertito anche me. bagar invece se ne è uscita con una perla di raccontino, forse impegnandosi un poco di più (per questo se ci fosse un vincitore io decreterei lei).
Quanto alle patate più piccoli fai i pezzi in cui le tagli e prima lesseranno, anche in molto meno di un'ora (eh, la saggezza cinese...)
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#23    01 Luglio 2009 - 23:59
 
Buonasera! Ho letto i racconti pervenuti per la sfida e a dire il vero ho più competenze per parlare di follia e patologia psichiatrica che per esprimermi sulla scrittura quindi mi limito a fare i complimenti ai partecipanti per il loro lavoro e a Ladypazz per aver proposto qs. bella sfida di scrittura.
Serena notte.
Silvia
utente anonimo

#24    02 Luglio 2009 - 08:52
 
grazie grazie grazieeeeeee :-)
lo ripeto... io sono rimasta contenta dei due lavori, della fantasia e della gentilezza di entrambi. sn contenta dell'iniziativa e sn contenta perché Barbara ed Enrico si sn divertiti e hanno sorriso.
volevo sottolineare un dato che mi ha impressionato:
ieri ben 142 persone distinte sn entrate in questo blog, per 52 di queste era la prima volta. il contatore ha segnalato più di 600 accessi per la giornata di ieri.
marò ma voi due fate AUDIENCE!!!
:-)
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#25    02 Luglio 2009 - 09:15
 
Sandrina se ci pensi questa è la forza del reality! Con la differenza che i tuoi giocatori hanno regalato scrittura e non performance fasulle! Belli entrambi i monologhi, se posso, una leggera preferenza per quello di Enrico Gregori.
Ciao Sandruccia!
L.
utente anonimo

#26    02 Luglio 2009 - 11:09
 
Arrivo solo oggi perché... perché non posso stare al computer quanto vorrei (o quanto dovrei). Superlativa Garlaschelli, manco a dirlo. Divertente Gregori. Bravo, lo sappiamo già. Però io l'animo femminile nel suo monologo in versi non l'ho trovato. Avrei preferito giocasse meno (lui che è bravissimo a giocare, ma anche a fare sul serio). Un applauso comunque a Ladypazz che una ne fa e altre duecento ne pensa. La creatiità delle proposte conta quanto quella di chi le realizza.
Laura
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#27    02 Luglio 2009 - 11:14
 
Grazie a tutti voi che ci avete letti, commentando o no. Grazie a Greg che è un tesoro di sfidante. Ma soprattutto grazie a Sandra, che è una vera Lady. Discreta, appassionata, generosa.
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#28    02 Luglio 2009 - 12:15
 
Bravissimi tutti e due mi avete ispirato sento che presto anche io scrivero un monologo di un folle....grande Pazz bellissima iniziativa
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#29    02 Luglio 2009 - 12:28
 
è che forse l'animo femminile se n'è volato via tutto insieme a un aquilone :-).
dai, è stato divertente e come al solito io mi diverto a mettermi alla prova in cose (se possibile) mai fatte prima. questa era una novità, e averla condivisa con barbara è stato perfetto.
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#30    02 Luglio 2009 - 14:22
 
l'animo delle donne se n'è volato via per inseguire la scia del turbo. E ancora volano (animo e turbi), gli aquiloni invece sono tornati giù insabbiati sulla riva...come dei poveri Robinson.
utente anonimo

#31    02 Luglio 2009 - 16:33
 
@enricogreg: in un'ora si lessano eccome, le patate! :-)
Al microonde, poi, in un'ora se ne lessano un sacco :-)
Si vede che non sei mai stato precettato in cucina.
E' vero che non sempre si sa scrivere qualcosa di buona qualità ( che qui c'era) in un'ora.
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#32    02 Luglio 2009 - 19:48
 
per me non c'è storia, la Garlaschelli vince!

Daniela
utente anonimo

#33    03 Luglio 2009 - 08:37
 
Belli entrambi. E bellissima l'iniziativa.
Una grande sfida, davvero.
Io, però, preferisco Barbara e la lucida (??!?!?!) follia del suo racconto.
Doriana
utente anonimo

#34    03 Luglio 2009 - 08:54
 
Tanto di cappello ad entrambi!
davvero.

(io le patate le lesso in un ora, ma scrivere così credo nemmeno in quattro giorni...)
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#35    03 Luglio 2009 - 11:07
 
grande iniziativa!!! :)
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#36    03 Luglio 2009 - 11:10
 
e se aggiiungessi un colore tra Voi?
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#37    04 Luglio 2009 - 08:44
 
Leggere queste cose allarga il cuore di gioia!
Complimenti anche a chi ha ideato l'iniziativa.
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#38    04 Luglio 2009 - 09:34
 
http://avide

[..] in punta di blog Mercoledi scorso Ladypazz sul suo blog ha lanciato una sfida in diretta a due scrittori: Barbara Garlaschelli ed Enrico Gregori. Alle 14:30 ha postato un titolo a sorpresa e i due scrittori in un'ora hanno scritto e consegnato un mon [..]
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente akio

#39    04 Luglio 2009 - 10:25
 
grazie
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#40    04 Luglio 2009 - 11:24
 
ammazza, che post "resistente"! grazie a tutti
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#41    05 Luglio 2009 - 10:11
 
Bella idea questa,davvero.
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