UN CONTINUO DECERVELLAMENTO DI STILE

Ladypazz2

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Ladypazz e il suo Continuo Decervellamento di Stile. Blogger nell'anima, scrittrice famosa nella prossima vita, lettrice attenta, sceneggiatrice e regista di video e booktrailer. Amante del genere noir e non solo, crea fusioni tra libri e immagini e realizza la "Quinta di copertina"

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lunedì, 20 luglio 2009

corteggiami

 

A mezzanotte io e la mia amica decidiamo di andare in centro a prendere qualcosa da bere.
La gente è in strada, sui muri, seduta attorno ai tavolini dei bar. E' ovunque.
Ormai dobbiamo fare i conti con l'anticiclone libico, siamo nel pieno di una rivoluzione climatica. Questo è un argomento serio che dovrebbe sconvolgere non poco l'uomo. Dovrebbe.
Passeggiamo e dopo un po' riusciamo a trovare posto all'aperto in un bar affollatissimo.
Di fronte: l'anfiteatro, sopra le nostre teste: S. Oronzo.
Incrocio gli occhi di decine di persone, occhi e volti di corpi stravolti dal caldo.
Beviamo, ci raccontiamo e dopo due birre chiare si avvicina un ragazzo che mi porge un mazzo di rose e mi saluta. Ha venduto tutti i fiori in colpo solo.
Se ti potessi scattare una foto, dice la mia amica e ride. Continua a ridere, mentre le rose ad una ad una e piano piano mi sfuggono dalle mani. Molte cadono per terra e io investo in pieno l'imbarazzo. 100 rose, non una, non tre...tutte. Ho i soldi e ti conquisto.
Per quanto un gesto simile, da parte di uno sconosciuto, possa far piacere a molte donne, io ho la sensazione di essere in una scena del Padrino 2.
Finiamo di bere, ci alziamo e mi rendo conto che in molti stanno aspettando curiosi un mio gesto. Andiamo via. I fiori li lascio sul tavolino.

Il giorno dopo.

Sono le due di notte e questa sera lavoro. Ho una postazione tutta per me in spiaggia. E' quella dei mojitos. Il mojito è un coktail che mi diverte preparare. Io aggiungo sempre un terzo di rum scuro.
La mia postazione dà sul mare, un mare che dà sull'Albania.
Sono stanca, ma quanta gente c'è? Con il passare delle ore non distinguo più i volti, mi sembrano incerti, sfocati. La gente che beve mi sembra tutta uguale, ammattisce, sul serio.
Ad un certo punto mi accorgo di un ragazzo. E' un bello spettinato. Balla e sta seguendo con gli occhi una ragazza che sta andando via. Lei è molto in carne, botticelliana. Lui la invita a ballare e lei viene verso di me con un sorriso incastrato tra due fossette che le illuminano il viso. Mi chiede il favore di tenerle la borsa e poi corre da lui. I loro corpi e i loro sensi ballano, si cercano, si toccano. Le loro bocche a volte si sfiorano, ogni tanto ritornano sul bicchiere. Le loro dita si incrociano, lui è un bello e dannato, lei è sensuale nei movimenti.
Sta albeggiando e non riesco a smettere di guardarli.
Lo sguardo di lui rimane aggrappato a quello di lei. La felicità del corpo di lei attaccata a quella di lui.
Ad un tratto mi accorgo che con loro questo posto non è il solito posto.
C'è energia, è la loro e io la sento. Quei due sono il resto del mondo. Quello che ha ragione d'essere.








postato da: ladypazz2 alle ore 20:35 | link | commenti (19)
categorie: pensieri, amore, decervellamenti
lunedì, 26 gennaio 2009

dosi minime

 

Rientro a casa camminando sul lato destro della strada. Le mani sono ben nascoste in tasca.
Un tempo questa era la via degli internet point, dei profumi speziati, dei ristoranti senegalesi, quella delle Nancy bionde tinte e a mano tesa, quella dei negozi di tutto il mondo.
Era una città giovane e in movimento.
Per vivere vendevo la storia dell'uomo delle montagne nere del Dakota.
La sua donna lo aveva abbandonato per un altro uomo. Un discreto successo nel mio quadrato affittato di metropolitana.
E camminavo leggera, la musica mi seguiva.
La vita scorreva, la gente attorno a me non mi vedeva.
La gente o correva o digiunava.
Un tempo era così.
La mia vita era povera, ma meno complicata.

Oggi cammino veloce verso casa, qualcun altro accanto a me cammina a gattoni, con le chiappe al vento.
Sempre attenta a chi cavalca, a chi azzanna, a chi ti vuol pisciare addosso, a chi ha la rabbia, a chi ha fame, a chi ti annusa e vuole accoppiarsi.
Canto ancora e sopravvivo, il microfono lo afferro con la mia zampa di gallina.
C' è una Nancy sul marciapiede, gamba e coscia di pollo ferita accavallate.
Un gheppio le è piombato addosso e cerca di staccarle un pezzo di carne.
Vattene via bastardo di un pennuto, con questa ci vivo!
Le Nancy di oggi non sono quelle di ieri. Finite per strada dopo esperimenti andati male, non sono più in grado di lavorare. Un tempo questa mezza donna era commessa in Oxford Street.
Le strappo di dosso il gheppio e lei mi regala una piuma.
Nancy vende un pezzo di pollo al giorno per sopravvivere e quando ha fame vorrebbe strapparne un pezzo coi denti, ma ha troppa paura di arrivare all'osso.
Quando posso permettermelo le regalo qualche steroide.

Riprendo la via di casa e penso a come è potuto accadere tutto questo.
Tutto è iniziato dieci anni fa, quando ci siamo sottoposti alle cure genetiche.
Le sponsorizzavano in televisione.
Avevano scoperto che per anni i soldati erano stati sottoposti a mutazioni genetiche, per essere invincibili in guerra.
Quando il petrolio terminò anche le guerre terminarono e si iniziò a sperimentare le mutazioni in altri campi. Ci dissero che per sopravvivere saremmo dovuti essere più competitivi sul lavoro.
Così ci dissero e ci convinsero.
Quello che non ci dissero fu che le mutazioni genetiche non erano per tutti uguali. Chi aveva meno soldi aveva meno garanzie sul risultato finale.
I ricchi divennero leoni, tigri, iene, squali.
I poveri invece erano troppo poveri per potersi sottoporre alle mutazioni, perciò rimasero umani.
Io non ero certo ricca, ma volevo migliorare la qualità della mia vita.

Il mio braccio divenne una zampa di gallina. La gamba di Nancy una coscia di pollo, il fruttivendolo sotto casa aveva per piedi due tonni e sparava tutto il giorno ai gatti.
Il mercato intanto, crollato anni prima, si era rigenerato.
Oggi le multinazionali di antipulci e antizecche, con a capo manager leoni, tigri, squali e iene, fanno affari d'oro.
Le farmacie sono strutture blindate all'interno delle banche.
Tutti assumono anabolizzanti, antibiotici, proteine e steroidi. Non tutti possono permetterselo. Io ho chiesto un piccolo mutuo, ma mi è stato rifiutato, come cantante di strada non ho abbastanza garanzie.
E poi c'e il problema dello stato che ogni mese manda a casa gli ispettori sanitari.
Ci sono norme igieniche severissime da rispettare. Ai miei vicini, il mese scorso, hanno portato via un figlio, perché aveva una zecca in testa.
Io non ho figli, non ho un compagno, non ho nessuno.
Il mio ragazzo si è suicidato un anno fa.
Piangevo davanti a lui, mentre lo legavo e piangevo di nascosto perché la sua testa era diventata quella di un lupo.
Con la luna piena non riusciva a controllare i suoi istinti.
Una sera ha cercato di azzannarmi mentre dormivo.
La sera dopo mi ha lasciato un biglietto:“Una notte di queste riuscirò a spezzare le corde e ti mangerò, non posso più vivere, ti amo. Per sempre tuo”

Finalmente arrivo a casa, sulla porta c'è Carmelo, il più povero del quartiere, troppo povero per potersi permettere una mutazione.
Ho fame Sandra.
Inizio a tremare, Carmelo ha un coltello tra le mani.
Stai calmo adesso salgo su e ti preparo qualcosa da mangiare.
Dite tutti così.
Zam! Un taglio netto al mio braccio. Sangue dappertutto. Perdo i sensi dopo l'arrivo dei corvi.
Adesso sono una Nancy, sopravvivo per strada.
Distanti da me ci sono i ricchi, sempre più ricchi e senza scrupoli.
Attorno a me  ci sono le persone che convivono con le loro mutazioni e quelle degli altri.

E io ho fame, sempre più fame, non canto senza un braccio e lei è lì, sul marciapiede con la sua coscia di pollo...


 Questo racconto  è nato dopo aver letto il bellissimo " Strategie stabili per quadri intermedi " di Eileen Gunn


martedì, 30 dicembre 2008

Il mio atelier


 

E' martedì sera. 
A casa ci siamo io e le mie luci colorate di natale organizzate sulla nuova libreria ad angolo.
Dalla finestra della cucina si vede la gente che è per strada. Fuori piove a singhiozzo e molti giù aspettano un parcheggio. Altri escono dai negozi stracolmi di buste. Altri si urtano e urlano contro, perché non si rispettano le file ed hanno fretta più degli altri. Un signore anziano con la barba bianca e lunga è steso per terra e cerca di ripararsi dal freddo. Ci assomiglia, ma non è babbo natale. Lui distribuisce silenzi.
Suonano alla porta, è Luca, il vicino di pianerottolo. Preparo una cioccolata calda al rum, mentre mi chiede un consiglio. Lui è fidanzato, ma vorrebbe trascorrere il capodanno con la ragazza che ha conosciuto in rete. Una blogger anche lei. E' dolce, bionda, alta, intelligente, magra, sognatrice. E poi scrive molto bene. Luca pensa di essersene innamorato.
Quante donne e quanti uomini domani a mezzanotte diranno auguri al proprio marito o alla moglie, compagno/a e invieranno un messaggio a quell' uomo affascinante e sposato o divorziato che vive in quella città lontana mille km e a quella donna sempre sorridente, colta, single e di classe con le gambe da accarezzare e i commenti che fanno sognare?
Oggi ho fatto il pane, avevo bisogno di un profumo che mi ricordasse.
Questa mattina invece, ho sistemato delle tele spoglie nel mio atelier.
Lì, c'è tutto il mio mondo. I miei colori, i miei pensieri, le mie creazioni, i miei racconti, i miei libri, le mie imperfezioni, le mie idee...vivono assieme, ballano e non mentono.
Ve ne racconterò.
Intanto, buon anno.                                                             
                                                                                                 ...continua

Ladypazz


sabato, 20 dicembre 2008

A.A.A.

                     Ladypazz è in cerca...

... di una buona idea 

martedì, 09 dicembre 2008

PAUSE - PLAY - PAUSE - REW - PLAY - REW - PLAY - REW - PLAY - REW

avevo 7 anni, 8, 9, 10 e non recitavo nessuna poesia a memoria. nessuna poesia per gesù bambino, nessuna poesia per la festa della mamma. era il mio turno e in piedi davanti alla cattedra, ai compagni annoiati, alla maestra zitella, ai genitori ansiosi, al presepe di muschio e carta pesta, a tavola con i parenti, recitavo un gustoso silenzio. e quando qualcuno mi chiedeva perché fossi così ostinata io rispondevo: - perché non la possiamo scrivere noi una poesia?
ho letto e porto nel cuore solo alcune poesie di Yeats.
a sette anni, di notte, 
sotto le coperte, m'importava solo di una cassetta, di un mangianastri grigio e scassato e di certe parole... PAUSE - PLAY - PAUSE - REW - PLAY - REW - PLAY - REW - PLAY - REW
  e da allora non l'ho mai dimenticata:
                            

postato da: ladypazz2 alle ore 00:50 | link | commenti (9)
categorie: musica, decervellamenti, fabrizio de andrè, ladypazz
giovedì, 01 maggio 2008

Al rock

Un daiquiri, un margarita, un perfect martini?
Per quanto tempo ho creduto fosse interessante questo lavoro…tempo perso ad immaginare un mondo che non esiste.  Eppure ho viaggiato. Eppure in Italia la gente non cambia. Ho scoperto che se ordini un
martini
alla Hemingway sei un coglione più degli altri.
Giorni trascorsi accanto a donne e uomini che hanno scordato l'esistenza del DIRITTO. Talmente affamati  da masticare e mandar giù il senso della loro vita.
Ma la vita  è sfruttamento? O è piegarsi a 90 gradi, in silenzio, per soldi?
Siamo uomini e, per fortuna e sfortuna, non siamo tutti uguali.
Possiamo tutto. Possiamo niente. Dipende anche da noi.
Ho voglia di camminare con le mie gambe, ho voglia di dormire serena.
Butterò via quel televisore che ho in camera. Butterò tutto il superfluo che consuma la mia vita.

L’ho scritto più volte che voglio ridere e sorridere tutta la vita. Quante invidie e gelosie  per il mio essere nonostante tutto. “Tutto torna” , me lo ha spiegato Ago ed ha ragione. Ha ragione la sua musica, il suo rock, la sua intelligenza.
Il suo coraggio e il suo senso di giustizia sono stati il più bel regalo della mia vita.

                                                                                                              Ladypazz

 

 


postato da: ladypazz2 alle ore 12:15 | link | commenti (73)
categorie: pensieri, musica, decervellamenti, stili di vita
domenica, 17 febbraio 2008

Roy Rogers


A 17 anni indossavo i Roy Rogers.
Jean's strappati e vissuti, appartenuti a mia sorella e alle mie cugine.
A quell’età volevo conoscere gente migliore di me.
Essere come me non mi è mai sembrata una bella cosa.

Chiedevo alla signora luna di proteggermi.
Desideravo, amavo, sognavo.
L’ho fatto al buio, guardando il soffitto a pancia in su.
Correndo, di giorno, a tagliare il vento.
Sorridendo, mentre puntavo un dito su un mondo di plastica.

Le ho chiamate persone incredibili e ho raccontato di loro alla luna.

Ne ho divinizzate alcune, amato altre.
Le ho contate sulle dita delle mani queste persone e ne sono andata fiera.

Oggi indosso jean's strappati, vissuti da me.

Oggi le mie dita si aprono e si incrociano.

Per terra non cade niente.

 

 


postato da: ladypazz2 alle ore 09:07 | link | commenti (35)
categorie: decervellamenti
domenica, 10 febbraio 2008

Il mio saturno contro


“E’ diventando assolutamente niente che si può diventare scrittori”.
Questa frase l’ha scritta Agota Kristof nel suo “Ieri”.
Questa frase mi schizzava in faccia questo pomeriggio, mentre a mezzo metro dall’acqua del mare, immaginavo la resistenza delle mie braccia se avessi nuotato fino allo scoglio di fronte.
Quando ero piccola, quello stesso scoglio, mi sembrava lontano centinaia e centinaia di metri.
Oggi che sono grande, mi sembra lontano centinaia e centinaia di kilometri.



postato da: ladypazz2 alle ore 20:46 | link | commenti (34)
categorie: decervellamenti
venerdì, 04 gennaio 2008

Al vento


Ieri ero di fronte ad un panorama definito tra i più belli al mondo.
Forse Scozia, forse Irlanda. Forse tanti luoghi incantati messi assieme. Mi sono spinta sulla cima di una roccia e ho legato con le mani e con i denti un pensiero al vento. Non c’ero mai arrivata. Ho sorriso, pensando a tutti quelli che hanno un' idea di me fantastica almeno quanto l'essenza di quel mio pensiero, o forse desiderio. Ho voluto regararlo al vento il mio desiderio, e non ad un uomo e non ad una donna. Non volevo che il vento lo portasse lontano da me, volevo che lo spingesse più forte di me.

Quando ho aperto due anni fa, il mio primo blog " Un decervellamento di stile ", l' ho fatto perchè volevo provare a scrivere dei racconti in rete. Mi divertiva farlo e, qualcuno mi ha anche detto che era piacevole leggermi. In molti col tempo mi hanno sconsigliato di continuare. E così, ho finito col crederci che potevano rubarmi le idee, che chi mi commentava non era imparziale...e che...e che...e che cazzo...basta! Io voglio scrivere. Voglio dare un taglio ben preciso a questo blog. La rete è diventata col tempo la mia passione. E allora che della mia passione si nutra anche la rete. Si può copiare tutto, un'idea, un racconto...ma lo stile, quello no.
Viva la rivoluzione.
                                                       Ladypazz





Ci tengo a segnalare una bellissima iniziativa:

Corto si può fare

Per ulteriori informazioni digitate su: http://barbara-garlaschelli.splinder.com/

 



 

 

 




 


postato da: ladypazz2 alle ore 15:41 | link | commenti (22)
categorie: decervellamenti
mercoledì, 26 dicembre 2007

Fuori di zucca


Volevo scrivere un post prima di partire.
Raccontare di un matrimonio simile a quello delle favole.
Le favole non sono tutte uguali e io ne ho preferito un’altra quella sera.
C’era una foto da fare, con gli sposi sull’altare. E io? Dov’ero?
Corri, corri, i fotografi ti ringhiano contro.
Corri, corri tua madre ti disereda.
Corri, corri e perdi la scarpetta su quel bel tappeto rosso dentro la chiesa barocca.
“ Questa è un’altra favola signorina!” ti urlano in coro.
“ No, questa è proprio la mia vita” , pensi tu.


postato da: ladypazz2 alle ore 12:06 | link | commenti (9)
categorie: decervellamenti
lunedì, 17 dicembre 2007

UBU BLOG
IL FILM

[in quattro atti]

di Antonio Zoppetti

con:

zop
dottoressadania
pro-fumo
ladypazz

e tanti altri che non hanno avuto il coraggio di firmarsi...


 In anteprima mondiale, su BOOKSWEB.TV

nel canale BOOKSPEOPLE


postato da: ladypazz2 alle ore 09:15 | link | commenti (31)
categorie: decervellamenti
domenica, 18 novembre 2007

PRINCIPI FONDAMENTALI

                          Art. 3.
   
      Tutti i cittadini hanno pari dignita' sociale e sono eguali davanti
    alla  legge,  senza  distinzione  di  sesso,  di razza, di lingua, di
    religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
      E'  compito  della  Repubblica  rimuovere  gli  ostacoli  di ordine
    economico   e   sociale,  che,  limitando  di  fatto  la  liberta'  e
    l'eguaglianza  dei  cittadini,  impediscono  il  pieno sviluppo della
    persona  umana  e  l'effettiva  partecipazione  di tutti i lavoratori
    all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.


postato da: ladypazz2 alle ore 09:04 | link | commenti (29)
categorie: decervellamenti
venerdì, 16 novembre 2007

Per me è la migliore..salute!

                                       

L'autore è JoeSkanner : il gatto più astuto che ci sia!

 


postato da: ladypazz2 alle ore 08:22 | link | commenti (15)
categorie: decervellamenti
mercoledì, 14 novembre 2007

questione di tornaconti

                        

Giorni fa mi hanno messo un foglio bianco e una penna sul banco. 

Il presidente di una grossa associazione ha chiesto a me e ad altri di giudicare anonimamente i professori del corso a pagamento che stavo frequentando.

Il primo giorno uno dei tre professori: “ Mi auguro che fra di voi non ci sia una merda comunista! Io sono fascista, ve lo dico perché sono franco!”. “Ricordate che nella vita le cose si fanno per avere un tornaconto…sempre!”

Anche io sono franca signor T. ma non perchè non sono comunista. Francamente non credo esista in Italia la destra o la sinistra. Credo però esista un unico comun denominatore: la mafia.

La mafia rappresenta la vera cultura popolare italiana o se fa più fashion per lei e altri  tipi cool, la definirò un vero e proprio stile di vita.

Su quel foglio signor T. ho scritto esattamente quello che pensavo, e alla fine ho anche scelto di firmarmi.

Se devo attaccare qualcuno scelgo di farlo ad armi pari.

Il signor T. da quel giorno non l'ho più visto. Mi hanno detto che è stato cacciato dal corso.

Questa volta il tornaconto è mio.

              Ho postato su http://barbara-garlaschelli.splinder.com  un racconto. Il mio preferito.


postato da: ladypazz2 alle ore 08:26 | link | commenti (21)
categorie: decervellamenti
venerdì, 09 novembre 2007

       

                            ..ho decervellato..

                  http://barbara-garlaschelli.splinder.com/

                                                                       


postato da: ladypazz2 alle ore 11:59 | link | commenti (7)
categorie: decervellamenti