UN CONTINUO DECERVELLAMENTO DI STILE

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Ladypazz e il suo Continuo Decervellamento di Stile. Blogger nell'anima, scrittrice famosa nella prossima vita, lettrice attenta, sceneggiatrice e regista di video e booktrailer. Amante del genere noir e non solo, crea fusioni tra libri e immagini e realizza la "Quinta di copertina"

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sabato, 19 settembre 2009

Stasera a letto senza internet



Ieri sera sono rimasta meravigliata per una frase che non ho mai letto e ascoltato prima.

“ E stasera a letto senza internet! ”, ha detto un mio amico rivolgendosi alla figlia di nova anni che continuava a protestare; non voleva mangiare avanzi del pranzo a cena.

I miei genitori non mi hanno mai detto e stasera a letto senza cena!, nemmeno quando da scuola chiamavano a casa per segnalare qualche mia iper impresa.

Me ne ricordo una in particolare.

Frequentavo forse la quarta elementare e un giorno si presentò una giovane supplente al posto della mia maestratuttematerie. Era fresca di laurea e decise di tenerci buoni facendoci svolgere un tema.

Disegnò col gesso un punto al centro della lavagna e scrisse sotto il titolo del tema: “ A cosa pensate guardandolo? ”( all'incirca ).

Io scrissi poche righe.

Il punto bianco in mezzo alla lavagna a me fa venire in mente un bambino americano che entra in una scuola e ammazza tutti i suoi compagni comprese le maestre, supplenti e non.

Meglio la tv o internet?


postato da: ladypazz2 alle ore 15:03 | link | commenti (11)
categorie: pensieri, racconti, vita, la mia vita, ladypazz
lunedì, 20 luglio 2009

corteggiami

 

A mezzanotte io e la mia amica decidiamo di andare in centro a prendere qualcosa da bere.
La gente è in strada, sui muri, seduta attorno ai tavolini dei bar. E' ovunque.
Ormai dobbiamo fare i conti con l'anticiclone libico, siamo nel pieno di una rivoluzione climatica. Questo è un argomento serio che dovrebbe sconvolgere non poco l'uomo. Dovrebbe.
Passeggiamo e dopo un po' riusciamo a trovare posto all'aperto in un bar affollatissimo.
Di fronte: l'anfiteatro, sopra le nostre teste: S. Oronzo.
Incrocio gli occhi di decine di persone, occhi e volti di corpi stravolti dal caldo.
Beviamo, ci raccontiamo e dopo due birre chiare si avvicina un ragazzo che mi porge un mazzo di rose e mi saluta. Ha venduto tutti i fiori in colpo solo.
Se ti potessi scattare una foto, dice la mia amica e ride. Continua a ridere, mentre le rose ad una ad una e piano piano mi sfuggono dalle mani. Molte cadono per terra e io investo in pieno l'imbarazzo. 100 rose, non una, non tre...tutte. Ho i soldi e ti conquisto.
Per quanto un gesto simile, da parte di uno sconosciuto, possa far piacere a molte donne, io ho la sensazione di essere in una scena del Padrino 2.
Finiamo di bere, ci alziamo e mi rendo conto che in molti stanno aspettando curiosi un mio gesto. Andiamo via. I fiori li lascio sul tavolino.

Il giorno dopo.

Sono le due di notte e questa sera lavoro. Ho una postazione tutta per me in spiaggia. E' quella dei mojitos. Il mojito è un coktail che mi diverte preparare. Io aggiungo sempre un terzo di rum scuro.
La mia postazione dà sul mare, un mare che dà sull'Albania.
Sono stanca, ma quanta gente c'è? Con il passare delle ore non distinguo più i volti, mi sembrano incerti, sfocati. La gente che beve mi sembra tutta uguale, ammattisce, sul serio.
Ad un certo punto mi accorgo di un ragazzo. E' un bello spettinato. Balla e sta seguendo con gli occhi una ragazza che sta andando via. Lei è molto in carne, botticelliana. Lui la invita a ballare e lei viene verso di me con un sorriso incastrato tra due fossette che le illuminano il viso. Mi chiede il favore di tenerle la borsa e poi corre da lui. I loro corpi e i loro sensi ballano, si cercano, si toccano. Le loro bocche a volte si sfiorano, ogni tanto ritornano sul bicchiere. Le loro dita si incrociano, lui è un bello e dannato, lei è sensuale nei movimenti.
Sta albeggiando e non riesco a smettere di guardarli.
Lo sguardo di lui rimane aggrappato a quello di lei. La felicità del corpo di lei attaccata a quella di lui.
Ad un tratto mi accorgo che con loro questo posto non è il solito posto.
C'è energia, è la loro e io la sento. Quei due sono il resto del mondo. Quello che ha ragione d'essere.








postato da: ladypazz2 alle ore 20:35 | link | commenti (19)
categorie: pensieri, amore, decervellamenti
sabato, 07 febbraio 2009

punta tacco


Ho 7 anni e voglio colorare tutte le mura del mio paese con i miei acquerelli.
   
  Stavolta non tremerò.
Inseguire lucertole e farfalle, nascondermi sugli alberi, disegnare le nuvole e contare fino a un milione.
   
Io sono forte.
Voglio cantare e ballare sul prato verde delle colline. Imparerò a suonare il violino e un giorno madames e monsieurs mi applaudiranno nel teatro più grande di Parigi. 
Voglio che ci sia la pace e voglio conoscere tutti i bambini del mondo. Voglio inventare un colore nuovo e vivace per dipingere il buio della notte.
   
Chiuderò e stringerò forte gli occhi.
Voglio dare un nome a ogni stella e la più grande avrà il mio nome.
    Non ti supplicherò. Sarò forte.
Voglio avere sei bambini e sposarmi da grande.
Voglio diventare un'attrice famosa e andare a vivere a Hollywood.
   
Chiuderò gli occhi e vedrò il mare e noi due che giochiamo con i castelli di sabbia.
Voglio aiutare i poveri del terzo mondo.
    Sarò così lontana con l'immaginazione che non sentirò dolore.
Voglio una piscina nel giardino e un cane grosso e bianco.
   
Non ti chiederò il perché.
Voglio da grande proteggere gli indifesi.
   
Non ti odierò.
Voglio diventare una brava pittrice.
   
Un giorno guarirai.
Voglio imparare il linguaggio degli animali e parlare con gli uccelli e chiedere se un giorno potrò partire con loro.
Voglio parlare con Gesù e pregare perché tu possa essere felice.
Voglio ridere e sorridere tutta la vita.
Dopo mi addormenterò e quando mi sveglierò sarà stato solo un brutto sogno.

Ho 28 anni e sento miei solo i colori più spenti.
   
Tremo come la prima volta.
Inseguo cani randagi sperando che mi sbranino, disegno steli senza boccioli e conto i giorni che spero mi rimangano da vivere.
   
Piango disperata.
Vivo nel mio silenzio senza musica. Spero che qualcun altro stia contando le stelle e  sia diverso da me.
    <Ti supplico non farlo!>
Non voglio avere figli, mi odieranno e si vergogneranno di me.
   
Piango e urlo.
Voglio non pensare a quella vasca nel mio bagno o mi suiciderò dentro.
   
Fisso quel cavallo di legno.
Non potrò chiedere agli uccelli di portarmi con loro, perché io ho le ali spezzate.
   
E' sempre lo stesso dolore. E' sempre lo stesso odore.
Non parlerò con Gesù perché non credo più in niente.
   
<Smettila ti prego!>
Io non sorrido più.
   
<Nooooh!>
Dopo mi addormenterò e saranno incubi e quando mi sveglierò sarai tu alla stessa ora, sarai di nuovo lì bramoso tra le mie gambe. Un giorno mi ammazzerò.

Ladypazz

lunedì, 19 gennaio 2009

son guiro, dall'altro lato mi rigiro

    

Piove. E' un grigio pomeriggio di gennaio.
Per molti oggi è così. Per me no.
La pioggia mi dà sicurezza.
Allena i miei pensieri. Rafforza le mie idee.
C' è una pioggerellina sottile, silenziosa, simile a quella di Londra.
Mi piace la pioggia, perché è romantica, unisce, ricorda.
Quando piove invito gli amici a cena.
Questa sera preparo il cous cous. Il kebab l'ho ordinato. Le salsine e le spezie non mi mancano.
Il vino l'ho fatto io.
Ho invitato Luca e la sua ragazza astemia, l'ultimo album di Vinicio Capossela,
Andrea  e le sue chiacchiere; alcune sono interessanti altre, vertono un po' troppo sulle donne. Finisco sempre col chiedergli  come mai  molti uomini hanno sempre così tante idee interessanti su quello che faranno per me e le altre donne.
Mi piace la pioggia, perché è dispettosa.
Oggi piove su tutti, ricchi e poveri.
Molti uomini e molte donne trascorrono la loro vita scendendo a patti con una falsa immagine di loro stessi.
La maggior parte della gente è povera.
La maggior parte di noi non vuol sentirselo dire.
La povertà potrebbe diventare una forza per una comunità e invece rimane un difetto da nascondere.
Ho visto famiglie andare in disgrazia, perché volevano imitare i ricchi.
I miei vicini hanno comprato un Audi e spesso non riescono a comprare il pane.
Lui ha lavorato 16 ore al giorno per due anni, per permettersi almeno una volta nella vita, una cena il 10 di agosto, nel miglior ristorante della località estiva scelta dai ricchi.
E mentre cenano non si guardano in faccia.
E mentre cenano, nel ristorante di lusso, i ricchi non ci sono.
Accanto a te c'è la plebe. Quella che pensavi di aver lasciato a casa.
E quella settimana al mare farai la fila esattamente come in città.
C'è troppo traffico e lo yacht non ce l'hai.
50 euro una coca cola e l'elicottero non ce l'hai.
I ricchi, i veri ricchi, non confondono la gente.
I ricchi cenano solo con i ricchi. Loro non si sbagliano.
Il sistema loro non lo subiscono, lo hanno creato.
Hai trascorso due anni della tua vita lavorando 16 ore al giorno e non hai scattato nessuna foto ai tuoi figli.
Hai pagato duemila euro una cena per raccontarlo ai tuoi amici rimasti in città. Saranno orgogliosi di te.

"Ogni mattina in Africa, quando sorge il sole una gazzella si sveglia, sa che dovrà correre più del leone o verrà uccisa.
Ogni mattina in Africa, quando sorge il sole un leone si sveglia, sa che dovrà correre più della gazzella o morirà di fame.
Ogni mattina in Africa, non importa che tu sia un leone o una gazzella, l'importante è che tu incominci a correre."


Con questa frase il sistema ci ha convinto e ha vinto. 
Io invece che sono un "guiro" mi verso un bicchiere di vino...
..alla salute.

"... I dubbi della vita mi pongo ma più ci ripenso più nel letto sprofondo..." V. Capossela








sabato, 10 gennaio 2009

a pancia in su

Ho comprato un tappeto, è di canna di bambù.
Ieri, a pancia in su sul tappeto, ascoltavo Bill Frisell, un chitarrista che, secondo me, non può essere definito facilmente all'interno di un genere.
So per certo che ha un suono unico.
E pensavo al mio modo di guardare le cose.
Spesso ho pensato fosse unico.
Lo consideravo un valido strumento di evasione.
Ricordo che a sette anni, la mia famiglia, come tutte le famiglie del paese quel giorno, aveva trascinato incredulità e curiosità verso la chiesa del santo patrono per vedere il miracolo della Madonna che piangeva da due giorni.
Sembravano tutti essere destinatari di un miracolo che a me non interessava.
Io ero rimasta fuori a fissare una porta e delle mani che sporgevano dalle ante.
Erano mani grandi di donna anziana e chissà chi era quella donna e cosa avevano fatto quelle mani, cosa avevano raccolto e cosa avevano toccato. Da piccola i racconti dei grandi su come avevano superato le difficoltà della guerra erano i miei preferiti. Come nascondevano, come proteggevano, come comunicavano e si aiutavano l'un l'altro. Forse chi crede che la guerra sia una cosa giusta non ha mai ascoltato racconti veri, di gente vera intendo. Forse ha ascoltato le chiacchiere da salotto di qualche intellettuale di sinistra e di destra che per terra, per bere, non ha mai leccato. O forse è semplicemente un pazzo.

Ho sempre osservato le cose più imbarazzanti, apparentemente meno ghiotte e appariscenti.
Ho sempre cercato di saltare il muro di ogni tabù, di ogni convenzione, di ogni sortilegio.
All'inizio credevo di poter essere una persona interessante per questo.
Ma ritrovarsi in una stanza nera con i fari rossi e la gente che balla e si diverte, mentre tu hai un'erezione vertebrale nell'osservare certe dinamiche tra cacciatori e prede, col tempo fa sentire diversi.

Spesso ho la sensazione di non riuscire a cogliere l'essenziale.
Ho letto da qualche parte che questa sensazione ce l'ha l'autodidatta.

Ma se qualcuno mi dovesse insegnare io finirei col diventare un prototipo, magari numerato, e i miei racconti e le mie immagini e i miei colori avrebbero un alibi.
Io invece voglio essere libera.
Ho dato a Luca, il mio vicino innamorato e incasinato, il primo capitolo della storia che sto scrivendo.
E' da due giorni che non si fa vivo.
Sarà mica imbarazzato?
Lo so che non c'è nulla di unico nel guardare le cose a pancia in su, semplicemente, certe volte, ti può capitare di sorridere alle stelle.

Ladypazz


martedì, 30 dicembre 2008

Il mio atelier


 

E' martedì sera. 
A casa ci siamo io e le mie luci colorate di natale organizzate sulla nuova libreria ad angolo.
Dalla finestra della cucina si vede la gente che è per strada. Fuori piove a singhiozzo e molti giù aspettano un parcheggio. Altri escono dai negozi stracolmi di buste. Altri si urtano e urlano contro, perché non si rispettano le file ed hanno fretta più degli altri. Un signore anziano con la barba bianca e lunga è steso per terra e cerca di ripararsi dal freddo. Ci assomiglia, ma non è babbo natale. Lui distribuisce silenzi.
Suonano alla porta, è Luca, il vicino di pianerottolo. Preparo una cioccolata calda al rum, mentre mi chiede un consiglio. Lui è fidanzato, ma vorrebbe trascorrere il capodanno con la ragazza che ha conosciuto in rete. Una blogger anche lei. E' dolce, bionda, alta, intelligente, magra, sognatrice. E poi scrive molto bene. Luca pensa di essersene innamorato.
Quante donne e quanti uomini domani a mezzanotte diranno auguri al proprio marito o alla moglie, compagno/a e invieranno un messaggio a quell' uomo affascinante e sposato o divorziato che vive in quella città lontana mille km e a quella donna sempre sorridente, colta, single e di classe con le gambe da accarezzare e i commenti che fanno sognare?
Oggi ho fatto il pane, avevo bisogno di un profumo che mi ricordasse.
Questa mattina invece, ho sistemato delle tele spoglie nel mio atelier.
Lì, c'è tutto il mio mondo. I miei colori, i miei pensieri, le mie creazioni, i miei racconti, i miei libri, le mie imperfezioni, le mie idee...vivono assieme, ballano e non mentono.
Ve ne racconterò.
Intanto, buon anno.                                                             
                                                                                                 ...continua

Ladypazz


mercoledì, 03 dicembre 2008

contro tempo

 

Perché non riesco a gestire il tempo? A 9 anni desideravo spesso di poterlo fermare. Fermare tutto. Fermare la gente. La sola a camminare nel mio paese. La sola in Italia e nel mondo ad agire. Ci avete mai pensato a quante cose si possono realizzare con un simile potere? Io aspettavo solo di trovare sotto il cuscino una bacchetta blu e magica con una  stella gialla in cima. Avrei bloccato il tempo e sarei andata in giro per il mondo. Sarei andata in America e avrei visitato tutti quei posti cerchiati col pennarello rosso sulla cartina geografica appesa dietro la mia testa, nella classe terza, sezione C. Poi ho capito che fermare tutto e tutti non sarebbe servito a nulla perché io in America non ci sarei potuta arrivare. Come avrei potuto superare il problema del mare? Insomma se blocchi il tempo, blocchi anche la gente, blocchi le auto, i mezzi di trasporto e io come avrei potuto fare? A 9 anni non sapevo guidare, né mantenermi a galla in un oceano e allora cambiai desiderio. Il secondo pensiero, dopo il sogno americano, fu quello che avrei potuto rubare senza nessun testimone tra i piedi. Sarei potuta entrare nelle banche e nessun allarme si sarebbe azionato. Però prima di diventare ricca avrei dovuto far saltare in aria il bancomat o almeno un muro o una vetrata spessa 30 cm. Non riuscivo a capacitarmene, ero in possesso di un potere grande e non ero in grado di utilizzarlo perché ero troppo piccola. Poi ho capito che avrei potuto derubare almeno il bar di fronte la fontana del paese. Il bar col nome del santo patrono. Quello col proprietario stronzo. Coi baffi neri e folti e senza capelli. Quell'uomo, bell' anima, pesava le mie caramelle alla menta e liquirizia e prima di passarmi il sacchetto da un etto se ne scartava una o due e mi diceva grazie. Masticava le mie caramelle mou con la bocca aperta. A volte riuscivo perfino a contargli le otturazioni nere e gli spazi vuoti tra un dente e l'altro. Avevo fermato il tempo, potevo andare in giro per le strade senza preoccuparmi dei pericoli per i bambini. Sarei finita nei vicoli bui delle città, e forse avrei potuto incontrare un uomo con la pistola puntata contro. Avrei potuto decidere a 9 anni se salvare la vita a qualcuno buttando via quell'arma. Oppure avrei potuto impugnare una pistola e sparare senza sentire  lamenti. A 9 anni desideravo fermare il tempo e non volevo condividere quest'esperienza con nessuno. Che delinquente. Oggi non riesco ancora a organizzare il mio tempo. Compio azioni sconsiderate. Ho paura di attraversare una strada. Faccio indigestione di liquirizia. Bevo Mahnattan e sono contraria all'uso delle armi, della violenza, della pena di morte. Vivo ancora di desideri.


postato da: ladypazz2 alle ore 11:47 | link | commenti (26)
categorie: parole, pensieri, la mia vita, decervellamento, ladypazz
lunedì, 01 dicembre 2008

pensieri in ordine sparso

 



Giorni intensi. Troppo.
La gioia per aver assistito a qualcosa di incredibile, le lacrime che trattieni per la paura. Un ramo che ti cade a un metro di distanza, mentre corri in sala parto. E non pensi nemmeno al pericolo e non pensi nemmeno al dolore. Quello che conta è che lei nasca e che tutto vada bene. Ti ritrovi a pregare senza accorgertene e questo non ti fa paura e non ti fa sentire in colpa. Ti affidi a qualcuno, a qualcosa. E' umano credo. 
Intanto la rabbia è scivolata via con la pioggia, insieme a certi legami che non potevi più portarti appresso. 

Prima regola: rispetta.
Seconda regola: continua a rispettare. 

Fuori piove e ti manca una terra che non è la tua.

...passerà anche questa stazione senza far male
passerà questa pioggia sottile come passa il dolore...


Giorni intensi. Troppo.


...ora il tempo è un signore distratto è un bambino che dorme...

Fabrizio De André,
Hotel Supramonte


postato da: ladypazz2 alle ore 14:25 | link | commenti (9)
categorie: pensieri
giovedì, 01 maggio 2008

Al rock

Un daiquiri, un margarita, un perfect martini?
Per quanto tempo ho creduto fosse interessante questo lavoro…tempo perso ad immaginare un mondo che non esiste.  Eppure ho viaggiato. Eppure in Italia la gente non cambia. Ho scoperto che se ordini un
martini
alla Hemingway sei un coglione più degli altri.
Giorni trascorsi accanto a donne e uomini che hanno scordato l'esistenza del DIRITTO. Talmente affamati  da masticare e mandar giù il senso della loro vita.
Ma la vita  è sfruttamento? O è piegarsi a 90 gradi, in silenzio, per soldi?
Siamo uomini e, per fortuna e sfortuna, non siamo tutti uguali.
Possiamo tutto. Possiamo niente. Dipende anche da noi.
Ho voglia di camminare con le mie gambe, ho voglia di dormire serena.
Butterò via quel televisore che ho in camera. Butterò tutto il superfluo che consuma la mia vita.

L’ho scritto più volte che voglio ridere e sorridere tutta la vita. Quante invidie e gelosie  per il mio essere nonostante tutto. “Tutto torna” , me lo ha spiegato Ago ed ha ragione. Ha ragione la sua musica, il suo rock, la sua intelligenza.
Il suo coraggio e il suo senso di giustizia sono stati il più bel regalo della mia vita.

                                                                                                              Ladypazz

 

 


postato da: ladypazz2 alle ore 12:15 | link | commenti (73)
categorie: pensieri, musica, decervellamenti, stili di vita
venerdì, 02 febbraio 2007

e che mi sentivo un pò così

 

                     

Questa mattina il sipario era calato su questo blog. Ma non sono riuscita a chiuderlo. Spiegare il perchè è complicato e ometterei sicuramente qualcosa. Scelgo di rimanere e di continuare a scrivere.


postato da: ladypazz2 alle ore 07:16 | link | commenti (41)
categorie: pensieri
giovedì, 01 febbraio 2007

pensiero del giorno

Stavo pensando a quanto mi fa ridere quel cane che insegue le macchine che passano cercando di morderne le ruote: patetico ed inutile guardia di un mondicello limitato, mentre le anime alte corrono e bruciano km...


Qualsiasi riferimento è puramente casuale, che nessuno mi punti il dito contro! significherebbe solo che ha tre dita rivolte in faccia.. ( Dire Straits insegnano)


postato da: ladypazz2 alle ore 14:20 | link | commenti (10)
categorie: pensieri

Lecce-Shaffausen

La terra te lu sule lu mare e lu ientu.. "partono i treni carichi da Lecce, nella valigia partono lacrime e amarezze.."Sud Sound Sistem

Ieri ho salutato un amico, l'ennesimo che prende un treno in cerca di lavoro.

..e chi se ne frega, no?

                                     

  “..Vorrei rompere l’incantesimo della politica, il politico,

  non si deve più chiamare politico! E’ un lavoratore dipendente!

  ..siamo noi che gli diamo

  lo stipendio, sono lavoratori dipendenti co.co.co. co.co. a progetto!

 Le primarie dobbiamo farle noi cittadini! Non i politici!.

 Ci mettiamo d’accordo attraverso le rete, internet,

 fissiamo gli obiettivi poi

 assumiamo uno di questi co.co.co.co.co. gli diamo i soldi,

 se raggiunge il progetto e l’obiettivo va bene!

 Se non lo raggiunge fuori dalle balle!” Beppe Grillo.


postato da: ladypazz2 alle ore 08:15 | link | commenti (13)
categorie: pensieri
venerdì, 17 novembre 2006

Tra le tante che posseggo, questa è quella che prediligo.

E' di sicuro la più bella ma non la più onesta.

E' la maschera del silenzio e ad animarla è  solo il tempo e la sua melodia, il resto è solo una fottutissima bugia.

Il suo volto è per tutti dorato  ma dentro c'è  un animo ormai da molto tempo bruciato.

Nessuno riuscirà a sfilarmi via  questa mashera, ed è bene che lo sappiate incontro a cosa  andate .

                                                     ..tra un sorso di vodka liscia ed un altro ancora..


postato da: ladypazz2 alle ore 22:44 | link | commenti (12)
categorie: pensieri